Adiconsum porta la voce dei consumatori al Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e sui sistemi di accumulo. Un tema cruciale, perché l’Italia ha già superato i 2 milioni di impianti fotovoltaici installati (43,5 GW) e conta oltre 700.000 batterie domestiche, ma il potenziale è molto più ampio.
Secondo l’associazione, **10-12 milioni di abitazioni unifamiliari** sono già pronte per il solare con accumulo, mentre **15 milioni di appartamenti in condominio** potrebbero beneficiare di soluzioni condivise e comunità energetiche. Una trasformazione che permetterebbe a decine di milioni di famiglie di diventare “prosumer”, producendo e consumando energia pulita.
Costi in calo, tecnologie mature: il momento è ora
Il quadro economico è favorevole: un impianto fotovoltaico da 4-5 kW con batteria costa oggi 10.000-13.000 euro, contro i 15-20.000 di pochi anni fa. I tempi di rientro oscillano tra 5 e 9 anni, con punte sotto i 6-7 anni al Nord se abbinato a una pompa di calore. Anche i prezzi delle batterie sono ai minimi storici. Per Adiconsum, è il momento ideale per accelerare.
Le cinque proposte chiave di Adiconsum
– Semplificazione radicale delle procedure — Un iter unico e digitale per impianti e accumuli, tempi certi e percorsi accelerati per l’autoconsumo collettivo nei condomini, con un ruolo centrale degli amministratori.
– Incentivi stabili e mirati — Rifinanziamento dei contributi PNRR e dei meccanismi di tutela oltre il 2026, tariffe incentivanti adeguate, valorizzazione più generosa dell’energia condivisa e bonus specifici per wallbox bidirezionali e veicoli V2G.
– Accesso equo per tutte le famiglie — Fondi contro la povertà energetica, sostegno a CER e autoconsumo nei quartieri popolari, sportelli informativi dedicati (anche con ANACI) e finanziamenti agevolati per le fasce vulnerabili.
– Accumulo come priorità nazionale — Defiscalizzazione dei sistemi di storage, incentivi per V2G e aggregatori, investimenti nella ricerca italiana e nella filiera del riciclo, con l’obiettivo di raggiungere i 120 GWh di capacità previsti dal PNIEC entro il 2030.
– Un osservatorio permanente — Monitoraggio continuo su prosumer, CER, accumuli e impatti sulle famiglie, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori per correggere le politiche in tempo reale e diffondere le migliori pratiche.
Diventare prosumer non è più un lusso, ma una necessità
Per Adiconsum, l’autoproduzione è la via più concreta per ridurre le bollette, tagliare la dipendenza energetica dall’estero, combattere la povertà energetica e costruire un Paese più sostenibile. Ma perché la transizione sia davvero inclusiva, deve raggiungere anche **inquilini, condomini e famiglie fragili.
L’associazione si dice pronta a collaborare con Parlamento e Istituzioni per trasformare le proposte in misure operative: più sportelli informativi, campagne di sensibilizzazione, monitoraggio costante e tutele contro frodi e informazioni scorrette.