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Bollette, settembre da incubo: la crisi energetica presenta il conto

  • Redazione
  • 21 settembre 2026

La crisi energetica che attraversa il Medio Oriente non è più un’ipotesi lontana: sta bussando alle porte delle famiglie italiane. Secondo le stime di Nomisma Energia, elaborate per Il Sole 24 Ore, la spesa annuale di una famiglia tipo per gas ed elettricità potrebbe aumentare di 515 euro nel 2026, pari a un +23% rispetto al 2025. «La spesa annuale per gas ed elettricità… potrebbe risultare a fine 2026 superiore di 515 euro», si legge nel documento.
E non finisce qui: sommando benzina e diesel, il conto energetico complessivo sale a 876,8 euro. Una stangata che arriva proprio mentre l’Europa si prepara alla stagione del riscaldamento.

Prezzo variabile, il tallone d’Achille delle famiglie
Il rialzo dei prezzi all’ingrosso si tradurrà in bolletta solo per chi ha contratti a prezzo variabile, mentre chi ha scelto il fisso resterà protetto. Nel 2025, secondo i dati dell’Autorità, il 49% delle utenze domestiche era esposto alla volatilità del mercato, con punte del 94,1% nei condomìni a uso domestico.
Una vulnerabilità che rischia di trasformare settembre nel primo vero stress test della crisi energetica.

Gas: il vero motore dei rincari
Il gas è la voce che pesa di più. A settembre il prezzo atteso in bolletta potrebbe salire a 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 del 2025. Per una famiglia tipo, significa 429 euro in più a fine 2026 (+29%). Il documento ricorda che «Sommando questa cifra ai 515 euro… il conto energetico aggiuntivo raggiunge così 876,8 euro».
Sul mercato all’ingrosso il TTF di Amsterdam è tornato sopra i 60 €/MWh, mentre Arera ha già ritoccato al rialzo la componente della materia prima gas per i clienti vulnerabili.

Elettricità: prezzi oltre i 200 €/MWh
Il rincaro del gas trascina anche la luce. I prezzi all’ingrosso italiani hanno superato i 200 euro per MWh, livelli che non si vedevano dal gennaio 2023. Nomisma stima per settembre un costo di 31,93 centesimi/kWh, contro i 28,75 del 2025: altri 85,9 euro di aggravio per una famiglia tipo.

Carburanti: il vero salasso dell’estate
La guerra in Iran ha acceso la miccia anche sui carburanti. A settembre benzina e diesel potrebbero attestarsi a 2,017 euro al litro, contro 1,655 dell’anno precedente. Per una famiglia che consuma mille litri l’anno, significa 361,8 euro in più (+22%).
È qui che Elettricità Futura punta il dito: «Il vero problema sono gli idrocarburi. Gli aumenti sui carburanti incidono in modo significativo su ogni pieno e sull’autotrasporto, con effetti a cascata su tutta la filiera».

Hormuz, il collo di bottiglia che strozza l’Europa
Dietro la tempesta dei prezzi c’è lo Stretto di Hormuz, dove transitavano 20 milioni di barili al giorno prima del 28 febbraio. Oggi, secondo Tabarelli, ne sarebbero stati sostituiti solo otto milioni. Il nodo più critico riguarda i prodotti raffinati: il mondo non ha capacità inutilizzata sufficiente per compensare i volumi mancanti.
Ancora più delicata la questione del GNL: il Qatar esportava oltre 100 miliardi di metri cubi all’anno attraverso Hormuz, un quinto del mercato mondiale. L’Europa, che dopo il 2022 ha puntato proprio sul GNL per sostituire il gas russo, si ritrova ora esposta come non mai.

Imprese: costi alle stelle, competitività a rischio
Per le imprese la simulazione di Nomisma è ancora più pesante: +572.032 euro di costi energetici nel 2026 (+54%). Il gas, da solo, pesa per 559.318 euro. L’elettricità aggiunge altri 12.713 euro.
Elettricità Futura contesta la lettura aggregata: «Somma dinamiche diverse e rischia di sovrastimare l’impatto reale. L’incremento sui consumi elettrici resta contenuto al 7%».

L’inverno alle porte: scorte in calo, tensioni in aumento
Il caldo estivo ha spinto verso l’alto i prezzi dell’elettricità, ma Tabarelli avverte: «Il caldo passerà, non le tensioni sul gas». Con l’inverno alle porte e le scorte che si assottigliano, settembre rischia di diventare il mese in cui la crisi energetica internazionale si trasferisce davvero nelle case e nei condomìni italiani.

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