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L’inflazione non risparmia il lavoro domestico

Il 10 ottobre scadono i termini per il versamento dei contributi per il lavoro domestico. Sono chiamati a questo adempimento le famiglie che hanno dei lavoratori che si occupano dei servizi domestici o dei familiari (colf, badanti e baby sitter). Il versamento dei contributi avviene ogni tre mesi e sono relativi al trimestre precedente.

Proprio alla vigilia di questa scadenza, emerge che, conti alla mano, nei primi sei mesi del 2023 si è registrato un aumento medio del costo dei servizi offerti dai collaboratori domestici di 58 euro, che diventano quasi 80 euro netti nel caso di badanti.

Quello dei collaboratori domestici è un settore in crescita esponenziale, se si pensa che dal 2000 al 2022 l’occupazione è cresciuta del 30,5%, contro un dato medio del 10,9%. Ma anche in continua lotta con il lavoro nero, visto che il 35,6% del totale dei rapporti irregolari si concentra nelle collaborazioni domestiche, a fronte di un peso sull’occupazione che vale il 7,8%.

Sono questi alcuni dei risultati dell’indagine contenuta nel del rapporto 2023 “Family (Net) Work – Laboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico”, presentato da Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico), in collaborazione con Fondazione studi consulenti del lavoro.

“Al fine di studiare gli effetti prodotti sui consumi delle famiglie – è scritto nella ricerca – a luglio Assindatcolf ha promosso un’indagine presso i propri associati, da cui risulta che nei primi sei mesi dell’anno la spesa che queste hanno sostenuto per servizi domestici è mediamente aumentata di 58 euro al mese (+7,8%), passando da 733 di gennaio a 791 di luglio”. Nel dettaglio, la retribuzione corrisposta mediamente alla colf è passata da 546 euro netti di gennaio ai 561 di luglio; della baby-sitter da 747 a 859, mentre per le badanti, l’incremento netto si avvicina ai 100 euro, passando da 1.146 a 1.224.

Tale balzo in avanti ha causato ricadute sulla spesa, diventata insostenibile per il 36,9% delle famiglie: a gennaio dello stesso anno la percentuale era del 25,6%. Per quanto riguarda la crescita degli occupati, il + 30,5% si traduce in 2,5 milioni di posti di lavoro in 20 anni, di cui il 13,3% (334 mila) “sorti grazie alle famiglie italiane”. Un dato che deve necessariamente fare i conti, inoltre, con il lavoro sommerso. “Nelle collaborazioni domestiche si concentra il grosso dell’occupazione dipendente irregolare in Italia, pari al 35,6% del totale; un dato eclatante se si considera che il settore pesa, in termini occupazionali, per il 7,8% sul totale dell’economia”.

Se le attività di collaborazione domestiche fossero tutte “in chiaro”, si apprende ancora dalla ricerca, il tasso di irregolarità del lavoro dipendente in Italia passerebbe dall’attuale 11,4% al 7,3%. Nonostante la crescita degli ultimi vent’anni, comunque nel 2022 il settore delle collaborazioni ha registrato una flessione occupazionale di quasi 100 mila occupati. “Oltre al caro vita e ad un fisiologico ridimensionamento successivo alla sanatoria introdotta con il dlgs 52/2020, che aveva prodotto un netto incremento del numero di collaboratori – spiegano gli analisti – pesa anche l’innalzamento dell’età media dei collaboratori. Un fenomeno, quest’ultimo, che determinerà un fabbisogno crescente di nuovi collaboratori nei prossimi anni. Basti pensare che, negli ultimi dieci anni, la quota di collaboratori con più di 50 anni è passata dal 34,6% del 2013 al 52% del 2022. E per quanto riguarda le badanti tocca il 62,2%”.

Expocasa compie sessant’anni

È stata inaugurata sabato 30 settembre la sessantesima edizione di Expocasa, rassegna dedicata alle soluzioni dell’abitare che fino all’8 ottobre animerà, a Torino, gli spazi di Lingotto Fiere, presso l’Oval, con un percorso suddiviso in arredo e area tecnica.
Da sessant’anni Expocasa segue e anticipa l’evolversi del gusto dell’abitare, con l’obiettivo di raccogliere le migliori proposte delle soluzioni dell’arredamento e dell’interior design.
Ma Expocasa non è solo arredamento: l’evento ospita infatti eventi di formazione, d’intrattenimento, show-cooking e workshop sulle principali tematiche contemporanee legate alla casa.
All’interno della rassegna è infatti possibile incontrare aziende che occupano di ristrutturazioni, materiali edili e impiantistica, ma anche associazioni di amministratori di condominio e la Consulta per le Persone in Difficoltà, allo scopo di implementare gli standard di accessibilità per dare a tutti la possibilità di partecipare e vivere il salone dedicato all’abitare.
Un impegno premiato dal grande successo che riscuote edizione dopo edizione, tanto da diventare il punto di riferimento per il pubblico e per il territorio, grazie all’ampia offerta di proposte per tutti gli ambienti della casa a 360°, dall’arredamento alla ristrutturazione: dal living alla cucina, dalla zona notte alle soluzioni per il bagno, ma anche serramenti, condizionamento, smart home e domotica.
L’evento conta oltre 100 aziende e 200 marchi opportunamente selezionati da tutta Italia, che espongono ad Expocasa presentando al grande pubblico tutte le nuove soluzioni dell’abitare, per l’arredamento e le proposte tecniche.

Come entrare su Messenger senza farsi vedere

Da quando il mondo della messaggistica istantanea è diventato tutt’uno con l’utilizzo degli smartphone nulla è più stato uguale a sé stesso. I social network come Facebook ed i sistemi di IM come Messenger hanno reso problematiche alcune conversazioni, semplificando truffe, bullismo e tradimenti. Scopriamo come leggere i messaggi su Messenger senza essere visti.

Leggere messaggi senza Messenger è possibile
Facebook Messenger è una delle applicazioni più popolari in circolazione quando parliamo di messaggistica istantanea e poter monitorare le conversazioni che avvengono al suo interno può essere incredibilmente utile. Ecco qualche esempio di ciò:
● I genitori possono proteggere i propri bambini dalle minacce del web;
● Gli adulti possono proteggersi da tradimenti e comportamenti scorretti del partner;
● I datori di lavoro possono scoprire cosa viene fatto con il telefono aziendale;
● I familiari possono proteggere i più anziani dalle truffe telematiche.
La maniera migliore per leggere messaggi Messenger senza visualizzare è sfruttare un’app per monitorare Facebook Messenger  ma esistono anche altri metodi. In questo articolo ne vedremo diversi!

Discrezione e semplicità con mSpy
Se si vuole leggere messaggi Facebook senza aprirli uno degli strumenti perfetti per l’occasione è senza dubbio mSpy. Questa applicazione è in grado di monitorare tutto ciò che avviene su Facebook e, soprattutto, su Messenger. Tutti i messaggi vengono monitorati e registrati, compresi contenuti multimediali inviati e ricevuti.
L’applicazione è molto semplice da utilizzare e si installa in maniera altrettanto semplice. È necessario semplicemente acquistare l’abbonamento per utilizzarla e poi seguire la procedura a schermo (dopo aver disattivato Google Play Protect) così da dare tutte le autorizzazioni del caso. mSpy funziona in modalità stealth e non è rilevabile dall’utente finale!

Imparare a sfruttare correttamente le notifiche
Come leggere il contenuto di una conversazione senza far comparire alcun tipo di spunta? Basta leggere la notifica Messenger senza messaggi aperti! Se non si clicca dalla notifica ma si legge semplicemente il suo contenuto facendo lo slide verso il basso la spunta di conferma semplicemente non comparirà a schermo.
Un metodo che sembra semplice ma che soffre di diversi problemi: le notifiche, ad esempio, possono essere disattivate. Se i messaggi ricevuti superano i 70 caratteri, poi, non si potranno leggere nella propria interezza. Discorso identico per video e foto: questi non si possono vedere dalle notifiche di Messenger.

Nessuna connessione nessuna spunta blu
La spunta blu di conferma viene inviata fintanto che l’account risulta connesso ad internet: questo significa che si accede all’account prima e a Messenger poi le conversazioni vengono caricate in memoria; da qui basta disattivare la connessione dati per non inviare alcun tipo di notifica di conferma a chi ha inviato il messaggio.
I problemi sono comunque molteplici: è necessario accedere all’account Facebook dove sono presenti i messaggi incriminati (e non è facile per niente), inoltre è necessario disattivare la connessione dati dopo aver effettuato il login dentro Messenger ma in base al sistema operativo l’invio della notifica di conferma potrebbe avvenire comunque: meglio puntare su metodi più sicuri.

Sfruttare le estensioni di Chrome
Esistono delle estensioni di Chrome che, se installate, permettono di leggere messaggi Messenger senza visualizzare. La più nota e sicura tra questa, Unseen, si trova gratuitamente sul Chrome Web Store. Una volta aggiunta ai componenti aggiuntivi del browser si attiva automaticamente senza richiedere ulteriori interazioni da parte dell’utente.
Purtroppo ci sono diverse testimonianze che riportano di come questa estensione funzioni a intermittenza, disattivandosi senza dare alcun tipo di preavviso all’utilizzatore. Questo, di fatto, invierebbe automaticamente notifiche di conferma lettura a tutte le varie conversazioni: per leggere messaggi Facebook senza aprirli è meglio non correre rischi con strumenti più sicuri.

Conclusioni
Chi cerca come leggere i messaggi su Messenger senza essere visti sicuramente si sarà imbattuto in un sacco di possibilità diverse. I metodi, in effetti non mancano ma pochi possono vantare il grado di funzionamento di applicazioni dedicate come mSpy che, per inciso, offrono anche tantissimo altro all’utente finale.

https://www.mspy.it/facebook.html

Torino, la trasformazione della raccolta differenziata

raccolta rifiuti

Ha preso il via la campagna informativa di Amiat Gruppo Iren a sostegno della trasformazione del servizio di raccolta rifiuti nel centro storico di Torino, con la progressiva attivazione del porta a porta per tutte le frazioni. L’avvio del nuovo servizio coinvolgerà in una prima fase utenze domestiche e attività commerciali comprese nell’area tra corso Vittorio Emanuele II, via Carlo Alberto, piazza Castello, via Pietro Micca e corso Re Umberto.
Il sistema prevede la rimozione degli attuali contenitori stradali e la realizzazione della raccolta domiciliare per i rifiuti differenziati (carta e cartone, imballaggi in plastica, vetro e metalli, rifiuti organici) e non recuperabili, attraverso l’installazione di appositi contenitori che verranno collocati all’interno di spazi condominiali. L’attivazione del nuovo sistema di porta a porta integrale verrà completata in questa prima area entro la fine dell’anno, per essere poi estesa alla parte restante del centro storico entro il 2024.
La Città di Torino sarà così completamente servita da un sistema di raccolta domiciliare declinato secondo differenti varianti tecniche modellate sulle peculiarità di ogni quartiere, con la prospettiva di accrescere ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata.
A partire dall’11 settembre, i cittadini e le attività commerciali presenti nella zona hanno ricevuto, a cura degli incaricati Amiat Gruppo Iren, le prime informazioni. A seguire, gli addetti consegneranno porta a porta gratuitamente a ogni utenza il kit per la raccolta domiciliare (biopattumiera e prima dotazione di sacchi per i rifiuti organici) oltre al materiale informativo di supporto. In un secondo momento, in ogni edificio o condominio verranno collocati i nuovi contenitori preposti per la raccolta. Per chiarire qualsiasi dubbio del cittadino e permettere agli utenti non trovati e/o non identificati durante il passaggio porta a porta di ritirare lo starter kit, dal 21 settembre al 16 dicembre verrà attivato un punto info distributivo presso la “Sala Valfrè” della Chiesa dell’Oratorio San Filippo Neri, con ingresso da via Accademia delle Scienze 11, attivo il giovedì e il venerdì dalle 16.30 alle 20.30 e il sabato dalle 9.30 alle 13.

Mercato residenziale, compravendite in calo del 16%

Nel secondo trimestre del 2023 si accentua il calo del mercato residenziale. A metterlo in evidenza è la nota trimestrale pubblicata dall’Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate. In base ai dati rilevati, il calo delle compravendite è stato del 16% rispetto all’analogo periodo del 2022. In tutto, si tratta di 35mila abitazioni in meno. Da aprile a giugno 2023 il numero di case vendute è stato di 184mila unità.
Dopo il picco positivo raggiunto nel secondo trimestre del 2021, la crescita del comparto residenziale si è fermata e a partire dal quarto trimestre del 2022 ha incominciato a registrare un andamento negativo.

Sono i Comuni capoluogo, a livello nazionale, a registrare la maggiore flessione del numero di compravendite di abitazioni: il 17,2% in meno, che vuol dire circa 12 mila abitazioni scambiate in meno rispetto al secondo trimestre 2022. Anche i Comuni minori hanno subito una decisa flessione, registrando una diminuzione del 15,4% rispetto al secondo trimestre del 2022.

Le perdite più consistenti si registrano nei comuni capoluogo del Centro, che hanno registrato un tasso negativo del 21,4%. Al Nord Est e al Centro la variazione negativa è più marcata (rispettivamente -19,6% e -19,9%) mentre al Nord Ovest il calo si attesta a -14. Dinamica simile al Sud, dove il calo del 14,8% è trascinato dalle perdite registrate nei comuni capoluogo (-17%). Nelle Isole, invece, si osserva la diminuzione più lieve, che si attesta all’8%.

Rapporto tra abitazioni nuove e già esistenti
Nel secondo trimestre del 2023 si è registrato l’acquisto di circa 14.000 nuove abitazioni, pari al 7,6% del totale delle abitazioni compravendute. Rispetto all’analogo trimestre del 2022 si registra ancora una decisa flessione dei volumi di scambio di abitazioni di nuova costruzione, con un calo tendenziale che sfiora il 41%.
Per quanto riguarda le abitazioni esistenti, si registra invece un andamento crescente, interrotto solo durante la pandemia.

Compravendite finanziate da mutui
Registra un’ulteriore flessione nel trimestre in esame il dato riferito alla quota degli acquisti di abitazioni da parte di persone fisiche finanziate da mutui con ipoteca iscritta sull’immobile compravenduto, 40,8% a fronte del 41,8% del trimestre precedente. Tale dato è in costante flessione dal primo trimestre del 2022.
Ancora in aumento il tasso medio di interesse, stabilito alla sottoscrizione dell’atto di mutuo, che in questo secondo trimestre 2023 raggiunge il 4,31%, che vuol dire 23 punti base in più del trimestre precedente, 200 punti base in più in un anno. Il capitale di debito, sempre riferito a quanto contratto dalle persone fisiche per acquistare abitazioni, ammonta a circa 9,1 miliardi di euro, oltre 5,8 miliardi di euro in meno rispetto allo stesso trimestre del 2022.

Superfici delle abitazioni compravendute
In termini di superfici delle abitazioni scambiate nel secondo trimestre 2023, si registra anche qui un calo del16,7%. La superficie media delle abitazioni compravendute in questo trimestre, rispetto al II trimestre 2022, si mantiene prossima a 106 metri quadri .
La diminuzione degli scambi, come emerge dal confronto con lo stesso trimestre del 2022, coinvolge i tagli dimensionali più grandi e risulta più accentuata al crescere della grandezza delle abitazioni. In particolare, le abitazioni di taglio piccolo diminuiscono del 10,1%, le abitazioni nella classe da 50 a 85 metri quadrati hanno registrato una variazione del 14,2%; quelle di taglio compreso tra gli 85 e i 115 metri quadrati sono diminuite del 17,4%; le abitazioni di taglio compreso tra 115 e 145 metri quadri hanno subito una flessione pari a -18,7%. Infine, le grandi abitazioni con superfici oltre i 145 metri quadrati hanno registrato un calo pari al 17,6%.

Aumentare la sicurezza negli ascensori per le persone con disabilità uditive

L’Università Iuav di Venezia ha firmato due protocolli di intesa con ENS Veneto (Ente nazionale sordi) e Unibo (Università di Bologna) per condurre una ricerca congiunta sull’accessibilità degli ascensori da parte delle persone con disabilità, in particolare con disabilità uditive, che oggi nel mondo sono circa 70.000.000.

Un gruppo di lavoro inter-disciplinare – composto da Iuav (area di Tecnologia dell’architettura) e Unibo (area di Psicologia) con la preziosa collaborazione di ENS Veneto – ha allestito un laboratorio sperimentale per testare le più sicure e confortevoli modalità di uso di un ascensore, che è il mezzo di eliminazione delle barriere architettoniche per antonomasia.

Attualmente, gli ascensori non soddisfano le esigenze di sicurezza dei sordi: la comunicazione con l’esterno è preclusa in caso di guasto tecnico o arresto della cabina, poiché avviene con un combinatore telefonico (quindi audio).

Oltre allo stato di emergenza nell’uso dell’ascensore, sono in discussione anche l’uso intuitivo dei comandi, l’illuminazione della cabina e la dimensione del suo spazio interno. La sordità, infatti, implica un rapporto con lo spazio che privilegia l’elevata visibilità, la luce, i colori, la chiarezza di scritte e simboli, una posizione frontale rispetto agli elementi significanti.

La ricerca avviata da Iuav insieme ai partner approfondisce e sottopone a verifica sperimentale le esigenze delle persone sorde per definire requisiti di accessibilità aggiornati, che meglio rispondano alla disabilità della sordità, anche nella prospettiva di un miglioramento delle norme tecniche.

La collaborazione con ENS Veneto si è rivelata fondamentale per l’inquadramento della ricerca e lo sviluppo delle idee e degli obiettivi più urgenti. La collaborazione prosegue anche con la verifica sperimentale che viene condotta con persone sorde e ipoudenti.

Comunicato Stampa Università Iuav di Venezia

Kone aderisce alla rassegna Gee, Global elevator exhibition

KONE – leader globale nell’installazione, manutenzione e ammodernamento di ascensori, scale mobili e porte automatiche per edifici – conferma la sua partecipazione alla prima edizione di GEE, Global Elevator Exhibition, la fiera internazionale dedicata alla mobilità verticale e orizzontale, in programma dal 15 al 17 novembre 2023, a Milano (fieramilano – Rho).

Con ricavi netti pari a 10,9 miliardi di euro, oltre 60.000 dipendenti (dati aggiornati a fine 2022) ed azioni di classe B quotate al Nasdaq Helsinki Ltd. in Finlandia, KONE rappresenta una quota rilevante per il settore ascensoristico, oltre che un riferimento internazionale di innovazione per il People Flow®, ovvero la gestione dei flussi di persone all’interno degli edifici per spostamenti sicuri, confortevoli e senza interruzioni.

La sua adesione a GEE, Global Elevator Exhibition, rappresenta un endorsement decisivo per la fiera, che, sebbene alla sua prima edizione, si dimostra fin da ora una piattaforma fieristica internazionale, rappresentativa dell’intera industria di ascensori, scale mobili, tappeti mobili e componenti.

L’offerta di GEE, Global Elevator Exhibition, si conferma fin da oggi ricca di prospettive per amplificare le opportunità di business e networking di operatori e visitatori. La manifestazione, infatti, si svolgerà in concomitanza con altre tre fiere B2B, già consolidate e decisive per il settore del Building (ME-Made Expo, leader in Italia per il mondo dell’architettura e delle costruzioni – che durerà come di consueto un giorno in più; SICUREZZA, punto di riferimento in Europa per il settore security e antincendio; SMART BUILDING EXPO, l’evento della home and building automation e dell’integrazione tecnologica). Questa sinergia ha preso la forma di un’alliance strategica – MIBA, Milan International Building Alliance – un sodalizio il cui intento è offrire a tutti i settori coinvolti e affini una visione più ampia, contemporanea ed integrata di Smart Building e Smart City.

L’adesione di KONE è una dichiarazione di intenti che riflette l’impegno continuo dell’azienda, ma anche di GEE, Global Elevator Exhibition, e della stessa MIBA, nell’aggiornamento e nello sviluppo del business, volti a plasmare il futuro della mobilità verticale e a guidare l’industria verso soluzioni sempre più intelligenti, sostenibili, complementari ed efficienti.

Comunicato Stampa

Gas, Assoutenti: con nuovi prezzi bolletta +29 euro anno famiglia

Il rialzo delle tariffe del gas è un pessimo segnale per Assoutenti, che calcola le ripercussioni per le tasche delle famiglie.
Con l’aumento del 2,3% disposto da Arera per il mese di agosto la bolletta del gas sul mercato tutelato, a tariffe costanti, raggiunge quota 1.267 euro a nucleo, equivalente ad un maggior esborso di circa +29 euro all’anno a famiglia rispetto alle tariffe in vigore a luglio. Sommati ai 644 euro annui per la luce, la spesa di una famiglia per le forniture energetiche (agosto 2023/luglio 2024) raggiunge così il totale di 1.911 euro, analizza Assoutenti. Nel confronto con lo stesso periodo del 2021, e tralasciando il 2022 quando i prezzi hanno raggiunto livelli astronomici, la bolletta del gas risulta più salata del 6,9% (ossia +82 euro annui a nucleo), e addirittura del +50,2% rispetto ad agosto 2020, pari ad una maggiore spesa annua da +424 euro a nucleo.
“Al di là dell’entità dell’aumento disposto oggi da Arera, quel che ci preoccupa sono i segnali che giungono dai mercati internazionali dell’energia – afferma il presidente Furio Truzzi – In vista dell’arrivo dei mesi freddi e con la corsa agli accaparramenti, il rischio è quello di una impennata delle quotazioni che si riverserebbe in modo diretto sulle tariffe dei prossimi mesi e, quindi, sulle tasche degli italiani. Il Governo non deve farsi trovare impreparato e deve studiare ogni possibile azione di contrasto per evitare il dramma delle bollette vissuto negli ultimi due anni nel nostro paese” – conclude Truzzi.

Associazioni: “Nel Ddl affitti brevi una deriva liberticida”

Aigab, Confedilizia, Fiaip e Prolocatur esprimono la loro “più totale contrarietà” al disegno di legge sugli affitti brevi predisposto dal ministero del Turismo.
“Si tratta – affermano in una nota – di un testo palesemente mirato a contrastare l’ospitalità in casa a vantaggio di quella in albergo in virtù della previsione di una innumerevole serie di divieti, limitazioni, requisiti e obblighi senza precedenti, alcuni dei quali di pressoché impossibile applicazione. Basti, a titolo esemplificativo, citare alcune previsioni: viene vietato, nelle città più importanti, l’affitto delle case per una sola notte; vengono imposti ai proprietari di casa gli stessi adempimenti previsti per gli alberghi (estintore, rilevatore monossido di carbonio, segnaletica di sicurezza, ecc.), persino nel caso in cui si affitti per una settimana l’anno la casetta al mare o in montagna; vengono previsti, per la prima volta nella storia, dei requisiti soggettivi per poter affittare una casa; viene imposto di diventare imprenditore, con i mille adempimenti conseguenti, a chi dia in locazione breve più di due appartamenti; vengono introdotte pesanti sanzioni per violazione di meri obblighi formali (es.: fino a ottomila euro per chi dimenticasse di chiedere un codice)”.
“Si tratta – commentano i rappresentanti delle associazioni di categoria – di una proposta di legge inaccettabile che contraddice le ripetute dichiarazioni pubbliche nelle quali il ministro Santanchè affermava, nell’affrontare la delicata materia delle locazioni turistiche, la propria contrarietà all’introduzione di divieti, chiusure e limitazioni. Chiediamo un deciso cambio di rotta nell’impostazione di una normativa che, se rimanesse tale, determinerebbe una pericolosa deriva liberticida rispetto al diritto costituzionalmente garantito di poter affittare liberamente il proprio immobile, acquistato spesso e volentieri con i risparmi accumulati in anni e anni di sacrifici”.

Donare un immobile a un familiare

La donazione è uno strumento molto utile per regalare un immobile, soprattutto se il beneficiario è un familiare, in quanto le imposte sono ridotte. Con la donazione è possibile trasferire anche diritti reali diversi dalla proprietà, ad esempio l’usufrutto e il diritto di abitazione. Si tratta quindi di uno strumento particolarmente efficace per aiutare i propri familiari e disporre nel modo più congruo possibile del proprio patrimonio. Per procedere alla donazione di un immobile nei confronti del familiare è sufficiente recarsi dal notaio, con i documenti di identità di entrambe le parti e un documento che certifichi il diritto di proprietà del donante. La procedura deve avvenire alla presenza di due testimoni, che di norma vengono forniti direttamente dallo studio notarile.

La donazione immobiliare deve necessariamente avvenire con l’ausilio di un notaio, in quanto supera in ogni caso il modico valore. Le spese del professionista ricadono su chi riceve l’immobile, in quanto è il donatario a beneficiare della procedura. Se l’immobile oggetto della donazione non è in proprietà del donante è possibile procedere con una donazione indiretta, che non necessita dell’atto pubblico. Si configura la donazione indiretta quando il donante trasferisce i soldi necessari all’acquisto della casa, oppure paga direttamente il venditore per conto del donatario. Ovviamente deve essere indicato espressamente nell’atto di acquisto che si tratta di una donazione, che è a titolo gratuito.

Per procedere in modo corretto bisogna però capire eventuali rischi e prevenirli, come gli effetti sull’eredità e le eventuali pretese degli altri eredi, oltre alle possibili conseguenze per il donatario che riceve l’immobile. Il rischio concreto per il donante è che dopo la sua morte la donazione possa essere impugnata da un erede, e così il donatario prescelto si troverebbe poi privato dell’immobile in questione. Affinché la donazione sia al riparo da queste situazioni è perciò necessario che non possa essere impugnata dagli eredi, il che si verifica quando la donazione non lede le quote di legittima o se i legittimari firmano preventivamente la rinuncia all’impugnazione della donazione.
Differentemente dalla lesione della legittima testamentaria, è ammessa la rinuncia effettuata quando il donante è ancora in vita. Quando la donazione lede la legittima e non vi è alcuna rinuncia firmata dai legittimari, questi ultimi possono infatti impugnarla entro 20 anni dalla sua trascrizione e non oltre 10 anni dall’apertura della successione (anche se in alcuni casi questo limite può salire a 20 anni).

I rischi per i familiari beneficiari della donazione
Il rischio che la donazione possa essere impugnata lede senza dubbio le volontà del donante, ma allo stesso tempo il suo risvolto pratico è decisamente più pesante per i donatari. Questi ultimi, infatti, rischiano di dover restituire l’immobile dopo il decesso del donante. Ovviamente perché ciò accada è necessario che siano presenti le condizioni sopraindicate, delle quali però i donatari potrebbero essere all’oscuro e perciò essere preoccupati.
Per lo stesso motivo, può essere molto difficile anche procedere alla vendita di un immobile ricevuto in donazione. Un terzo acquirente è senza dubbio scoraggiato dall’ipotesi di un’eventuale restituzione ai fini ereditari. Allo stesso tempo, gli istituti di credito concedono molto raramente dei prestiti con ipoteca su una casa ricevuta in donazione, in quanto la garanzia potrebbe venire annullata.
Infine, esiste anche il rischio remoto che il donante revochi la donazione. La revoca è però possibile soltanto in alcuni casi:
– L’ingratitudine del donatario, che compie atti molto gravi (come un omicidio) o lede in modo grave il patrimonio del donante;
– La sopravvenienza di discendenti dei quali il donante non era a conoscenza all’epoca della donazione.