Sono in arrivo nuove regole per lo smaltimento del verde, a Pavia. Dal prossimo 1° ottobre verrà attivato il nuovo servizio a pagamento di raccolta porta a porta dei rifiuti vegetali, sfalci erbosi e foglie. Il nuovo servizio sarà dedicato alle sole utenze domestiche. Ad annunciarlo sono stati Manuel Elleboro, presidente e amministratore delegato di Asm Pavia, e Massimiliano Koch, assessore all’Ambiente.
A partire dal 15 giugno i residenti in abitazioni singole o condominiali che volessero usufruire del servizio, lo dovranno comunicate all’amministratore di condominio. Quindi potranno chiedere l’attivazione del servizio, scaricando l’apposito modulo dal sito internet www.asm.pv.it; tale modulo, compilato e sottoscritto, dovrà essere inviato via e-mail all’indirizzo vegetalepavia@asm.pv.it unitamente alla copia del bonifico. I bidoni dovranno essere esposti dopo le 22 del giorno precedente ed entro le ore 6 del giorno di raccolta, a bordo strada, all’indirizzo indicato dall’utente nel modulo.
Fonte: Agenzia Ansa
Con Provvedimento del 20 maggio 2022 n. 174602, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di consultazione telematica delle planimetrie catastali anche per gli agenti immobiliari, regolarmente iscritti nell’apposito registro tenuto dalle Camere di Commercio.
L’accesso al sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate per la consultazione delle planimetrie catastali, di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio 16 settembre 2010, è quindi ora consentito anche ai soggetti iscritti al Repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA), tenuto dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nella sezione agenti immobiliari, muniti di delega espressa.
La delega è conferita da almeno uno degli intestatari catastali, previa compilazione dell’apposito modulo, ed ha efficacia per 30 giorni dalla sua sottoscrizione.
L’originale della delega deve essere conservato dall’agente immobiliare, per un periodo di cinque anni ed esibito nel caso di richiesta dell’Agenzia delle Entrate.
Per il conferimento della delega, il delegante può comunicare all’Agenzia delle Entrate il conferimento della delega mediante apposita funzionalità disponibile nella propria area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate o, in alternativa, consegnare direttamente la delega a qualsiasi Direzione provinciale o Ufficio provinciale – Territorio dell’Agenzia, ovvero trasmettere la delega mediante posta elettronica (PEC o email).
Il delegato accede con le proprie credenziali all’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate e, attraverso una specifica funzionalità, compila e invia la richiesta di consultazione della planimetria.
Successivamente l’Agenzia delle Entrate, verificata la completezza della documentazione e la coerenza della delega con i dati contenuti nella richiesta di consultazione della planimetria, attiva il servizio di estrazione di copia della planimetria richiesta e la rende disponibile nell’area riservata del delegato.
Contestualmente, verrà fornita notifica al delegante dell’erogazione del servizio, mediante comunicazione effettuata a mezzo posta elettronica all’indirizzo indicato in sede di consegna della delega e sull’area riservata.
Riguardo alla città metropolitana di Firenze le proiezioni di un incremento dei costi in edilizia da qui a gennaio 2023 del 10% rispetto a oggi, previsione definita ottimistica, “produrrebbe di fatto più o meno sull’80% del territorio la non convenienza economico-finanziaria a rigenerare”, al netto dell’impatto positivo dei bonus fiscali.
E’ quanto emerso dal convegno organizzato a Firenze dal Collegio degli Ingegneri della Toscana sul tema del boom dei prezzi in edilizia.
“Lo scenario di una contrazione dell’attività edilizia molto significativa al termine del bonus, sulla base dei dati che abbiamo analizzato, è più che concreta”, ha detto Fabrizio Battisti, ricercatore del Dipartimento di architettura dell’Università di Firenze, secondo cui “a fronte di un incremento dei valori immobiliari di mercato, e adesso bisognerà anche vedere che cosa succederà con l’inflazione, con coefficienti angolari ridotti rispetto agli incrementi dei costi, di fatto si va verso un freno sensibile all’edilizia”.
Fonte: Agenzia Ansa
Al gallo Garibaldi piace cantare. Gli piace tanto, e gli piace farlo la mattina presto. Già alle 4 del mattino. Così, da un anno ha innescato le proteste dei vicini del pollaio dove vive, a Copparo, in provincia di Ferrara, dove è scoppiato un vero e proprio caso. Con tanto di petizione contro, e un summit fissato per venerdì prossimo per cercare una soluzione al problema.
Come racconta il quotidiano locale “La Nuova Ferrara”, con l’arrivo del caldo e le finestre aperte, il rumore del “chicchirichi” è tornato a sentirsi. Troppo, e troppo forte, per qualcuno. Ma il problema è che Garibaldi non ha proprietari: è un gallo gagliardo fuggito dal mercato del venerdì e finito in un cortile di viale Carducci, dove ora vive. E addirittura i vicini lamentano aver trovato anche compagnia di una gallina, Biancaneve.
La voglia di libertà del gallo gli ha fatto guadagnare questo nome e il simbolico acquisto a un euro da parte di Alberto Vezzali, proprietario della casa dove si è trasferito il gallo. Ma c’è chi si lamenta per il canto, tanto che ci fu una vera e propria crociata a sua difesa, grazie anche all’impegno di Giovanni Mazzorana, animalista e politico copparese che ha portato la storia in televisione, con un servizio girato a Copparo. Poi il caso è rimbalzato sul gruppo Facebook “Sei di Copparo se…” che ha fatto un concorso fotografico e l’immagine più votata del gallo è tuttora simbolo della pagina social.
Ma, dopo un anno, è di nuovo polemica. Il gallo canta prima dell’alba e dai condomini vicini è ripartita la protesta, con raccolta firme presentata a inizio settimana al comando della polizia locale dell’Unione. Tanto da innescare anche liti, verbali, offese allo stesso Vezzali, “l’ultima lunedì mattina – racconta al quotidiano – quando una signora dal condominio vicino mi ha urlato “Si vergogni, non ne possiamo più”, frase seguita da un’offesa al mio indirizzo. Io sono stato zitto, ma non è una situazione accettabile anche perché, lo ripeto, ancora una volta, Garibaldi non è mio così come non è mia Biancaneve”.
Fonte: Agenzia Ansa
Ha annunciato che dormirà in auto, davanti al palazzo di giustizia di Sulmona, l’inquilina della palazzina di via Avezzano che ha dovuto abbandonare la sua abitazione, in esecuzione di un’ordinanza giudiziaria di sgombero, per consentire l’avvio dei lavori per il superbonus 110. La donna, al momento dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle forze dell’ordine, non ha fatto particolari proteste, limitandosi ad esprimere tutta la sua rabbia a voce alta.
Nei mesi scorsi alla donna erano state proposte soluzioni al suo caso, con l’offerta di alloggio in altri appartamenti. Offerte rifiutate. D’altronde l’assemblea di condominio ha deciso all’unanimità di procedere ai lavori nella palazzina perché dichiarata inagibile e pericolosa per chi vi abita.
La stessa inquilina aveva approvato i lavori, ma successivamente è tornata sui suoi passi, dicendosi contraria ad abbandonare l’abitazione per motivi gravi di salute. Il giudice ha respinto il ricorso della donna, fissando l’udienza di merito a luglio prossimo ed emettendo l’ordinanza eseguita.
“Dormirò per strada, voglio essere libera e indipendente non voglio dipendere da nessuno, né voglio la carità delle persone o essere compatita” ha detto la donna andando via dall’abitazione.
Fonte: Agenzia Ansa
Il tema delle pulizie condominiali è da sempre motivo di litigio e di dibattito in ogni assemblea condominiale.
Comprendere come ripartire in modo equo le varie spese comuni tra i condomini, non è semplice. E infatti sono numerosi i casi che la giurisprudenza ha dovuto affrontare. Per questo motivo diverse norme del Codice Civile disciplinano la materia.
Le norme contenute nel Codice Civile per disciplinare la ripartizione delle spese condominiali sono:
• art. 1117 c.c.: disciplina che le scale interne e quelle esterne, comprese quelle al piano terra con accesso alla strada, sono di proprietà dei condomini e in quanto tali è compito di tutti gli inquilini contribuire alla sua pulizia e manutenzione. Tali spese devono essere ripartite e sostenute tra ciascuno dei condomini nelle modalità disciplinate. Tra i condomini vengono inclusi, oltre agli inquilini, anche i proprietari di negozi, garage, laboratori, studi privati, etc.;
• art. 1123 c.c.: sancisce che le spese debbano essere ripartite secondo l’utilizzo del bene. La spesa verrà dunque regolata sulla base del piano in cui il condomino risiede (il condomino che abita al primo piano pagherà meno di chi vive al quarto);
• art. 1130 c.c.: il ruolo dell’amministratore, è quello di inserire l’argomento all’ordine del giorno, al fine di regolare eventuali litigi e inadempienze;
• art. 1136 c.c.: nel secondo e terzo comma viene disciplinata la modalità di votazione della delibera relativa alle pulizie condominiali. Tale votazione prevede due momenti: nella prima convocazione viene richiesta la metà più una dei voti favorevoli; nella seconda convocazione è sufficiente il voto di un terzo dei partecipanti;
• art. 1134 c.c.: disciplina che la manutenzione e la pulizia delle scale deve essere ripartita per metà in virtù del valore dei singoli piani, per l’altra proporzionalmente all’altezza di ciascun piano dal suolo.
Il potere decisionale degli inquilini viene pertanto espresso mediante la loro partecipazione all’assemblea e al conseguente voto sull’argomento.
Dopo una sfiancante altalena di schermaglie giudiziarie, dissapori familiari e carte bollate, Villa Verdi, a Sant’Agata di Villanova, nel Piacentino, sarà messa in vendita, probabilmente all’asta. L’ufficialità arriverà con l’ordinanza emessa dal Tribunale di Parma e lo Stato avrà diritto di prelazione. La sontuosa dimora che ospitò Giuseppe Verdi per mezzo secolo fu lasciata agli eredi, che non sono mai riusciti a trovare un accordo e visto che nessuno ha la possibilità di liquidare gli altri si dovrà andare alla vendita. Si conclude così una battaglia legale, durata 20 anni, tra i quattro fratelli Carrara Verdi (Maria Mercedes, Ludovica, Angiolo ed Emanuela, quest’ultima deceduta nel 2020).
Angiolo Carrara Verdi dal 2010, anno in cui morì la madre, gestisce la dimora di Sant’Agata, progettata da Giuseppe Verdi che vi si trasferì nel 1851. All’interno della villa ci sono molti ricordi della sua vita e delle sue opere.
“C’è tanto rammarico – ha spiegato Angiolo Carrara Verdi, parlando a Libertà – era solo una questione di tempo. Si sapeva che sarebbe successo. Non trovando un accordo, la Villa era destinata a questa sgradevole fine. Un finale che di certo non mi sarei mai augurato, ma di fronte cui non posso nulla. Non ho la possibilità di rilevare le quote degli altri e pertanto la dimora sarà messa in vendita”.
La Cassazione ha infatti confermato che l’eredità di Alberto Carrara Verdi, che era scomparso nel 2001, deve essere divisa tra i figli in parti uguali. Ma sulle tempistiche non c’è niente di certo. “Ce l’ho messa tutta – ha aggiunto Angiolo parlando con il quotidiano – ho cercato di fare il massimo, di mantenerla nel miglior modo possibile. Ho rispettato la volontà del Maestro. Lui l’aveva lasciata all’erede universale Maria Cristina Filomena perché voleva restasse una casa viva, che doveva continuare ad essere abitazione. Mi auguro dunque che chi interverrà in futuro la tratti allo stesso modo, come dimora. Non può diventare solo un freddo museo”.
Rimane invece aperta la causa contro lo Stato per i carteggi verdiani, conservati in un baule, che sono stati espropriati alla famiglia Carrara Verdi. “Noi abbiamo sempre e solo rispettato la volontà del Maestro – sottolinea Angiolo – che desiderava che quei documenti non venissero divulgati e non intendiamo arrenderci. Non è una partita finita”. Si tratta di oltre 600 fogli di abbozzi e schizzi di opere, per la maggior parte inediti, già prelevati dalla villa nel 2017 e custoditi nell’Archivio di Stato di Parma.
Fonte: Agenzia Ansa
“Il blocco all’import di gas russo causerebbe una forte carenza di volumi di gas per industria e servizi e un aumento addizionale dei costi energetici” e avrebbe un “impatto totale sul Pil in Italia, nell’orizzonte 2022-2023 stimabile in quasi un -2% in media all’anno”. E’ quanto si legge nel rapporto congiunturale del centro studi di Confindustria.
In termini di volumi di gas, l’impatto di un blocco, sottolinea il centro studi di Confindustria, va valutato nella situazione che si creerebbe mese per mese, non in termini di consumo annuo aggregato.
Lo scenario è costruito su una serie di ipotesi: consumi mensili ai valori del 2021; azzeramento dell’import di gas dalla Russia (29,1 mmc) e anche dal passo Gries (2,2 mmc) da giugno 2022; varie fonti alternative di offerta gradualmente disponibili entro il prossimo inverno (per un totale di 15,5 mmc), in base ai diversi accordi e progetti che l’Italia ha già avviato. In tale scenario, si legge, “stimiamo che la carenza di offerta, sui 12 mesi compresi tra aprile 2022 e marzo 2023, il 18,4% dei consumi italiani”.
Il centro studi della confederazione degli industriali italiani indica gli effetti dello stop sui volumi a disposizione del sistema ipotizzando innanzitutto una serie di condizioni: consumi mensili ai valori del 2021, azzeramento da giugno delle forniture dalla Russia (29,1 miliardi di metri cubi) e anche da Passo Gries (2,2 miliardi di metri cubi, da dove transita il gas in arrivo dal Nord Europa) e varie fonti alternative di offerta disponibili dal prossimo inverno (15,5 miliardi di metri cubi), in base ad accordi e progetti avviati.
Se il quadro fosse questo, la carenza di offerta su 12 mesi (aprile 2022-marzo 2023) sarebbe pari a 14 miliardi di metri cubi (il 18,4% dei consumi italiani). E non sarebbe concentrata tutta nei mesi di picco (quelli invernali) ma distribuita anche in quelli precedenti e successivi. Né, fa notare il rapporto congiunturale elaborato dal centro studi di Confindustria, lo scenario migliorerebbe con la decisione del Governo di imporre una stretta sulle temperature degli uffici della Pa (escludendo, però, le abitazioni private) poiché una tale misura riduce in modo limitato i consumi annui.
Senza contare che, sulla disponibilità complessiva di gas, inciderebbe anche il livello delle scorte che, quest’anno, ricorda il centro studi di Confindustria, sono ancora più basse rispetto al 2022. Con il risultato che, se si arrivasse allo stop dalla Russia, lo scenario ipotizzato include «l’utilizzo di parte della risorsa strategica (3,8 miliardi di metri cubi sui 4,5 disponibili) che esiste proprio per fronteggiare situazioni estreme».
Arriva un concorso per raccontare la grande bellezza dentro al mondo dell’energia. Terna ha presentato il “Premio Driving Energy 2022 – Fotografia Contemporanea”, che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, e culminerà in una mostra a novembre a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, e in un libro. L’obiettivo indicato dal curatore della rassegna, Marco Delogu, è “costruire negli anni un capitolo importante della fotografia in Italia”, un premio che rappresenti un punto di svolta nella carriera dei vincitori. Il tema della prima edizione è “Cameras on Driving Energy”.
“Il nostro compito è accompagnare il Paese nella transizione energetica. Lo facciamo con grandissima passione, con grandi sforzi e investimenti e vogliamo valorizzare questo aspetto della centralità dell’energia nel presente e nel futuro del Paese, anche in senso artistico. Far capire come dentro questo che è un elemento apparentemente tecnico come quello dell’energia c’è una grande bellezza”, racconta l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, alla presentazione del premio all’auditorium Parco della Musica.
Saranno cinque i vincitori del concorso nelle categorie: Senior, che si aggiudicherà un premio di 15.000 euro, Giovane, con un premio di 5.000 euro, e tre Menzioni Speciali, con premi di 2.000 euro. La giuria è composta da Salvatore Settis, Lorenza Bravetta, Elisa Medde, Emanuele Trevi e Massimiliano Paolucci. A loro si unirà una sesta personalità che verrà svelata il 30 maggio. Alla mostra di Roma potranno seguire, inoltre, altre esposizioni itineranti. “Il Premio Driving Energy 2022, per Terna, significa tornare a fare cultura, a beneficio del Paese. Parla dei nostri valori, coraggio, lealtà e inclusione”, commenta la presidente di Terna, Valentina Bosetti.
Fonte: Agenzia Ansa
Con il Decreto 27 aprile 2022 del MISE, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 dello scorso 19 maggio, vengono apportate modifiche al precedente provvedimento del 23 dicembre 2021 recante le modalità per richiedere il voucher connettività imprese. In particolare, il voucher viene esteso anche ai professionisti ordinisti e non che esercitano la professioni in forma individuale o associata. Nello specifico, il voucher prevede un contributo che va da un minimo di 300 euro ad un massimo di 2.500 euro per i servizi di connettività a banda ultralarga da 30 Mbit/s ad oltre 1 Gbit/s – direttamente agli operatori di telecomunicazioni che si saranno accreditati sul portale dedicato all’incentivo, attivato da Infratel Italia che gestisce la misura per conto del Ministero dello sviluppo economico.
Alle imprese si aggiungono i professionisti
Per l’erogazione del voucher e l’attivazione dei servizi a banda ultralarga, i beneficiari dovranno utilizzare i consueti canali di vendita degli operatori. Si tratta di un intervento di circa 609 milioni di euro in totale, che rientra nell’ambito della strategia italiana per la banda ultralarga ed è anche tra le priorità indicate nel PNRR. Il Piano Voucher per le imprese e professionisti avrà durata fino a esaurimento delle risorse stanziate e, comunque, fino al 15 dicembre 2022. La durata della misura potrà essere prorogata per un ulteriore anno.
Tre tipi di contributo
Il voucher sarà destinato alle aziende regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, di dimensione micro, piccola e media alle quali è erogato un contributo variabile sulla base di diverse caratteristiche della connettività e dei relativi costi, in presenza di step change inteso quale incremento della velocità di connessione secondo le classi di ammissibilità previste dal manuale operativo sulla base dei tre importi di seguito indicati:
– a. voucher di fascia A, distinti in A1 e A2: voucher con contributo connettività pari a euro 300, per un contratto della durata da un minimo di diciotto mesi a un massimo di trentasei mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download (V) compresa nell’intervallo 30 Mbit/s ≤ V < 300 Mbit/s (voucher A1) oppure 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s (voucher A2).
– b. voucher di fascia B: voucher con contributo connettività pari a euro 500, per un contratto della durata da un minimo di diciotto mesi fino ad un massimo di trentasei mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download (V) compresa nell’intervallo 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s.
– c. voucher di fascia C: voucher con contributo connettività pari a euro 2.000 per un contratto della durata da un minimo di ventiquattro mesi fino ad un massimo di trentasei mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download superiore a 1Gbit/s. Il valore del voucher può essere aumentato di un ulteriore contributo del valore massimo di euro 500, per la copertura di parte dei costi di rilegamento sostenuti dai beneficiari, a fronte di adeguata giustificazione da parte degli operatori fornitori. Per i voucher di fascia C è prevista una soglia di banda minima garantita pari ad almeno 100 Mbit/s. Al finanziamento di tali voucher viene destinato il 10% delle risorse stanziate.
I voucher non sono riconosciuti in caso di cambio operatore fra servizi aventi prestazioni analoghe o in caso di meri passaggi di intestazione del contratto nella medesima sede di impresa. A ciascun beneficiario può essere erogato un solo voucher.
Come richiedere il Voucher connettività PMI imprese e professionisti
Per partecipare alla misura, gli operatori di telecomunicazioni devono preventivamente registrarsi sul portale dedicato al voucher, attivato appositamente da Infratel Italia.
Gli operatori già accreditati per la precedente fase 1 del Piano Voucher, destinata alle famiglie con fascia di ISEE fino a 20 mila euro, saranno automaticamente accreditati per la nuova fase per le imprese, dopo che avranno sottoscritto la nuova Convenzione con Infratel Italia e dimostrato di essere in possesso dei requisiti necessari ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli operatori accreditati.
L’attivazione dei servizi a banda ultralarga potrà essere richiesta dalle imprese potenziali beneficiarie del voucher direttamente agli operatori, dopo che questi si saranno registrati sul portale, utilizzando i consueti canali di vendita.