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Casàlia 2026: un’esperienza da vivere

La casa come spazio che racconta chi siamo, influenza il benessere, accoglie le relazioni e rappresenta uno stile di vita. Con questa visione, dall’8 all’11 ottobre, all’Oval Lingotto Fiere di Torino, arriva Casàlia 2026, il nuovo appuntamento firmato GL events Italia dedicato al mondo della casa e del lifestyle. Con un format, a ingresso gratuito, che mette al centro l’esperienza dei visitatori, Casàlia sarà il luogo dove vedere, conoscere e creare.

«Con Casàlia investiamo in un progetto che risponde alla crescente attenzione delle persone verso la qualità dell’abitare. La manifestazione mette in relazione competenze, prodotti e professioni, creando occasioni concrete di incontro tra pubblico e operatori del settore. Il nostro obiettivo è consolidare a Torino un appuntamento di riferimento per il comparto e per il pubblico» dichiara Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

La ricchezza della filiera italiana della casa troverà espressione a Casàlia attraverso brand provenienti da diverse regioni. Tra loro, la cremonese Ambienti, specializzata nella progettazione di spazi e sistemi d’arredo integrati, la bresciana DND Handles, riferimento nel settore delle maniglie di design, Riflessi, da Chieti, eccellenza del Made in Italy riconosciuta per la qualità e la personalizzazione delle proprie collezioni d’arredo. Significativa la presenza piemontese, con nomi che rappresentano la varietà e la vitalità del comparto regionale della casa. Ci saranno, ad esempio le torinesi Bruno Drago System, L’Arte in Marmo, Parital Group, Traiano Luce 73, Zate Lab Design, la cuneese F.lli Villosio, che presenterà le collezioni di carte da parati, tessuti e complementi d’arredo del brand Muraia. Completano il percorso espositivo realtà artigianali come Il Bordatore di Torino e la varesina Rotella in Design, accomunate da una ricerca costante su personalizzazione, qualità e cura del dettaglio. Una presenza che restituisce la ricchezza della filiera italiana della casa.

Accanto all’area espositiva, la manifestazione proporrà un ambiente dinamico in cui il pubblico potrà partecipare a workshop e incontri pensati per offrire idee e competenze da portare nella propria quotidianità. Il palinsesto, che conta già oltre 50 appuntamenti, accompagnerà i visitatori in un viaggio attraverso le dimensioni dell’abitare contemporaneo: interior design, colore, organizzazione degli spazi, sostenibilità, benessere abitativo, artigianato creativo e cultura del progetto. Sul palco si alterneranno professionisti, creator e divulgatori del settore, tra cui esperti come l’interior designer Sara Togni, che condivideranno strumenti pratici, ispirazioni e soluzioni per migliorare gli ambienti della vita quotidiana. Il programma è costruito grazie al contributo di professionisti, associazioni di categoria, creativi e partner del settore, tra cui Confartigianato Piemonte, Casartigiani Piemonte, AIPi e gli Ordini degli Architetti di Torino e Cuneo.

SOS Interior sarà uno degli spazi più coinvolgenti della manifestazione: un’area dedicata a incontri gratuiti con professionisti dell’abitare, pensata per aiutare i visitatori a trovare risposte ai propri dubbi e nuove idee per la casa. I visitatori potranno inoltre esplorare materiali, finiture e soluzioni d’arredo attraverso la materioteca, lasciandosi ispirare da accostamenti, texture e palette cromatiche.

L’esperienza prosegue nei Creative Lab, laboratori partecipativi in cui sarà possibile creare un cuscino d’arredo, una pochette, un pouf, una lampada origami, un cestino all’uncinetto, un vassoio intrecciato in salice o un complemento decorativo personalizzato da portare a casa. Esperienze che valorizzano il saper fare, la creatività e il piacere di realizzare qualcosa con le proprie mani.

Grande attenzione sarà dedicata anche al benessere abitativo. Attraverso gli interventi di interior designer, psicologi e professionisti del settore, il pubblico scoprirà come luce, materiali, organizzazione degli spazi e colore possano influenzare la qualità della vita. Dagli effetti delle palette cromatiche sulla concentrazione, il relax e la qualità del sonno al contributo della biofilia nella riduzione dello stress, fino al ruolo della progettazione degli ambienti nel favorire comfort, apprendimento e relazioni. Gli appuntamenti dedicati alla biofilia, alla neuroarchitettura e alla psicologia del colore offriranno spunti pratici per ripensare la casa come alleata del benessere quotidiano.

Oltre all’anima esperienziale, Casàlia ospiterà un importante programma culturale dedicato all’architettura e alla progettazione. Nel Cultural District troveranno spazio incontri e confronti con esperti, accademici e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il convegno “Innesti d’autore. Nuova vita al patrimonio storico, tra conservazione e trasformazione”, che affronterà il tema della rigenerazione del patrimonio architettonico attraverso casi studio e prospettive internazionali.

Casàlia introduce un modello espositivo che affianca ai prodotti le competenze e le persone che li progettano, li realizzano e li raccontano. Designer, architetti, creator, artigiani e divulgatori costruiranno insieme un ecosistema di competenze capace di trasformare la visita in un’esperienza immersiva e personalizzata.

Casalia è un evento organizzato da GL events Italia, parte di un gruppo internazionale, tra i principali leader globali nell’organizzazione e gestione di eventi, fiere e congressi. Con circa 50 anni di esperienza, GL events opera in 30 nazioni e gestisce un network di 100 sedi e location.

Comunicato stampa

Autunno di fuoco sui prezzi: inflazione al 4,2%

L’autunno si apre con una doccia fredda sull’economia italiana e un’ulteriore stretta sulle tasche dei cittadini. A settembre l’inflazione torna a ruggire, mettendo a segno un balzo al +4,2% su base annua e polverizzando le stime degli analisti che scommettevano su una frenata al 3,8%.

I dati preliminari diffusi dall’Istat mostrano un’accelerazione brutale rispetto al +3,3% di agosto, accompagnata da una crescita congiunturale dello 0,7% in sole quattro settimane. Una fiammata improvvisa che allontana l’ipotesi di una stabilizzazione nel breve periodo e conferma un travaso rapido e aggressivo delle tensioni sui mercati all’ingrosso direttamente sui listini al dettaglio.

Luce, gas e trasporti: la mappa dei rincari
A spingere l’indice verso l’alto è la nuova vertigine dei beni energetici. Nelle rilevazioni dell’istituto di statistica spiccano i rincari delle utenze domestiche:
• Gas di rete: +20,7%
• Elettricità: +19,3%
Una pressione che si scarica immediatamente anche sulla mobilità pubblica e privata. Il costo del gasolio sbalza del +34,9% su base annua, mentre la benzina segna un +21,8%. Un doppio colpo che azzera i margini d’azione per pendolari e autotrasporto, inviando un’onda d’urto a monte dell’intera catena logistica.

La stangata sulle famiglie: fino a 1.900 euro in più
Dure e immediate le reazioni delle associazioni dei consumatori, che parlano apertamente di una «batosta peggiore di ogni previsione».
Secondo i calcoli del Codacons, il tasso del 4,2% si traduce in una stangata media da 1.389 euro all’anno per un nucleo tipo, cifra che sfonda quota 1.918 euro per le famiglie con due figli. Analoga la diagnosi dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), il cui presidente Massimiliano Dona attacca le recenti misure fiscali del Governo, definendole del tutto insufficienti: «La batosta è oltre 10 volte superiore al risparmio ottenuto con il taglio del bollo auto. È la dimostrazione che i ‘pannicelli caldi’ contro il caro-vita non bastano più: la spirale inflazionistica è fuori controllo».
L’UNC evidenzia come solo la voce “Abitazione ed Energia” (+11,1%) pesi per 445 euro aggiuntivi a famiglia, a cui si sommano i 307 euro assorbiti dai trasporti con carburanti venduti ormai a “peso d’oro”.

Contagiato anche il carrello della spesa
A preoccupare maggiormente è il contagio dell’energia sul comparto alimentare. Assoutenti lancia l’allarme sul rialzo dei listini di cibo e bevande (+2%), guidati dal picco degli alimentari non lavorati (+5,5% annuo).
«Solo per mangiare e bere, una coppia con due figli dovrà mettere a budget 185 euro in più all’anno», denuncia il presidente Gabriele Melluso. Un aggravio complessivo per la collettività calcolato in circa 3,4 miliardi di euro.

L’incognita dell’industria e l’appello al Governo
Sullo sfondo resta l’incognita più pesante: l’onda di ritorno sui beni trasformati dall’industria. Fino ad oggi le imprese alimentari hanno in parte assorbito i rincari riducendo i propri margini, ma la tenuta del settore è al limite.
Se le filiere produttive saranno costrette a trasferire sui prezzi finali le bollette record e i costi di trasporto proibitivi, l’impatto sul carrello della spesa rischia di trasformarsi in una seconda stangata irreversibile. Per questo consumatori e analisti chiedono ora all’esecutivo un piano d’urto immediato sull’energia, prima che la morsa sui redditi porti a un definitivo blocco dei consumi.

Acqua, la svolta in bolletta: il bonus 2026 diventa operativo

Per mesi è rimasto sospeso tra decreti, tabelle tariffarie e procedure informatiche. Un’agevolazione promessa, attesa, discussa. Ora, finalmente, il bonus acqua 2026 scende dal piano tecnico e arriva dove deve arrivare: nelle case, nelle bollette, nella quotidianità delle famiglie che fanno i conti con un ISEE basso e con un costo dell’acqua che cambia da città a città.

Da luglio, lo sconto idrico non è più un titolo di delibera: è un numero che compare in fattura, un alleggerimento concreto. È la traduzione pratica di un principio semplice e potente: ogni persona ha diritto a 50 litri di acqua al giorno a tariffa agevolata, la quantità minima necessaria per i bisogni fondamentali. Cinquanta litri che diventano cento, duecento, trecento a seconda della composizione del nucleo familiare. Una piccola quota di sicurezza, un argine contro le fragilità economiche.

Il meccanismo è automatico, e questa è la sua forza. Nessuna domanda, nessun modulo da inseguire: basta la DSU, basta l’ISEE aggiornato. È da lì che parte il viaggio del bonus, un percorso che attraversa l’INPS, il Sistema Informativo Integrato, i gestori idrici locali. Un viaggio che dura mesi, fatto di controlli, incroci di codici fiscali, verifiche di utenze. E che culmina, finalmente, nella prima bolletta utile.

Ma la storia non è uguale per tutti. Perché l’acqua, in Italia, non ha un prezzo unico. Cambia con il territorio, con la gestione, con le infrastrutture. Così il bonus non è mai identico: è un vestito cucito su misura, modellato sulle tariffe di acquedotto, fognatura e depurazione del proprio gestore. Per sapere quanto vale davvero, bisogna guardare lì, nel dettaglio locale.

E poi ci sono i condomìni, quel mondo parallelo dove la fornitura è centralizzata e la bolletta non arriva al singolo. Qui il bonus prende un’altra strada: non entra in fattura, ma arriva extra-bolletta, come assegno o accredito diretto. Una modalità diversa, ma lo stesso diritto. A patto che il gestore sia accreditato al SII e in regola con gli obblighi privacy. Quando non lo è, l’automatismo si inceppa. E allora interviene l’ARERA, che sta costruendo un sistema alternativo per garantire comunque lo sconto, anche retroattivamente.

Il bonus acqua 2026 è questo: un’agevolazione che non fa rumore, ma che incide. Una misura che non promette miracoli, ma che riconosce un principio essenziale: l’acqua è un bene primario, e la vulnerabilità economica non deve trasformarla in un lusso.

Casa occupata mentre sei in vacanza: ora lo sgombero può essere immediato

Dal nuovo reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui alla procedura d’urgenza che consente alla polizia giudiziaria di disporre lo sgombero immediato: cosa deve fare il proprietario, quali documenti raccogliere, quando presentare querela e come attivare anche la tutela civile per rientrare rapidamente nella propria casa.

Occupazione abusiva: il rientro dalle ferie che diventa incubo
Rientrare dalla villeggiatura e trovare la propria abitazione occupata abusivamente è un trauma che colpisce su due fronti: emotivo e pratico. Lo shock lascia spazio a domande urgenti: posso entrare? Devo chiamare subito le forze dell’ordine? Quanto tempo servirà per riavere le chiavi?
Negli ultimi anni il legislatore ha rafforzato in modo significativo la tutela del domicilio, introducendo norme che permettono interventi molto più rapidi rispetto al passato. Il cuore della riforma è l’art. 634-bis c.p., inserito dal Decreto Sicurezza 48/2025, che ha creato una nuova fattispecie penale: occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui.

Cosa punisce la nuova norma
La legge non colpisce solo chi entra senza titolo nell’abitazione altrui. La fattispecie è ampia e include:
• Impedire il rientro del proprietario nella sua casa.
• Ottenere l’immobile con inganno o sfruttando un rapporto di fiducia.
• Cedere l’abitazione occupata ad altri soggetti.
• Partecipare all’occupazione insieme ad altri.
• Trarre profitto dalla gestione dell’immobile abusivamente occupato.
La tutela si estende anche alle pertinenze: cantine, box, soffitte, qualsiasi locale funzionalmente collegato all’abitazione.

Querela o procedibilità d’ufficio
In via generale, il reato è procedibile a querela: il proprietario deve manifestare la volontà di perseguire penalmente gli occupanti, rivolgendosi a Carabinieri, Polizia o Procura.
Si procede invece d’ufficio quando la vittima è incapace per età o infermità.

Mai agire da soli
La tentazione di “riprendersi la casa” con le proprie mani è comprensibile, ma rischiosa. Un intervento autonomo può degenerare in scontri o creare ulteriori problemi giuridici.
La regola è una sola: contattare immediatamente le forze dell’ordine e seguire le loro indicazioni.
Parallelamente, è fondamentale raccogliere documenti e prove:
• Rogito notarile
• Certificato di residenza
• Foto e video dell’immobile e degli accessi.

La procedura d’urgenza: quando lo sgombero è immediato
La vera svolta arriva con l’art. 321-bis c.p.p., introdotto dal Decreto Sicurezza. È la norma che permette, nei casi più gravi, lo sgombero immediato.
La procedura scatta quando:
• l’immobile occupato è l’unica abitazione effettiva del denunciante;
• la polizia giudiziaria, dopo i primi accertamenti, ritiene sussistenti i presupposti di legge.
In questo scenario, la polizia può:
• ordinare lo sgombero immediato,
• restituire le chiavi al proprietario,
• trasmettere il verbale al pubblico ministero, che chiederà la convalida al giudice entro 48 ore.
Uno strumento potentissimo, pensato per evitare che il proprietario resti fuori casa per settimane o mesi.

Quando la procedura urgente non si applica
Se non ricorrono i presupposti, si procede con il normale iter penale:
• presentazione della querela,
• indagini preliminari,
• eventuale processo.
Un percorso necessario per accertare il reato, ma spesso più lento e non sempre utile per recuperare subito l’immobile.

La via civile: lo strumento più rapido per rientrare
Accanto alla tutela penale, esiste la tutela civilistica, spesso decisiva quando l’obiettivo è rientrare subito nella casa.
L’art. 1168 c.c. disciplina l’azione di reintegrazione nel possesso, che permette al giudice civile di ordinare il ripristino della situazione precedente all’occupazione.
Il giudice deve verificare:
• che il proprietario fosse nel possesso dell’immobile;
• che tale possesso sia stato sottratto illegittimamente.
Il procedimento civile è generalmente più rapido del penale. Ma attenzione: anche con un provvedimento favorevole, se gli occupanti non lasciano spontaneamente l’immobile, sarà necessario l’intervento dell’ufficiale giudiziario, con eventuale assistenza della forza pubblica.

Tutela penale e civile insieme
Le due strade non si escludono: anzi, sono complementari. La querela serve ad accertare il reato e perseguire gli autori; l’azione civile permette di recuperare rapidamente il possesso.

In sintesi: cosa deve fare il proprietario
• Chiamare subito le forze dell’ordine
• Documentare tutto
• Valutare querela
• Attivare l’azione civile
• Non intervenire da soli
La disciplina oggi vigente offre una tutela molto più incisiva rispetto al passato: nei casi previsti dalla legge, lo sgombero può essere immediato. Ma la regola resta una: mai agire autonomamente. La combinazione tra tutela penale e civile è la strategia che, nella maggior parte dei casi, permette di proteggere al meglio sia il diritto di proprietà sia il rapido recupero dell’immobile.

Restructura 2026: a Torino il futuro del costruito prende forma

Come trasformare il patrimonio edilizio esistente in una risorsa per il futuro? È questa la grande sfida al centro di Restructura 2026, in programma dal 12 al 14 novembre all’Oval Lingotto Fiere di Torino.
Arrivata alla sua 38ª edizione, Restructura è il salone leader del Nord-Ovest dedicato a ristrutturazione, recupero, riqualificazione e innovazione nel settore delle costruzioni, un punto di incontro per aziende, progettisti, imprese, artigiani e professionisti che vogliono conoscere soluzioni, tecnologie e strategie per trasformare il patrimonio costruito esistente.
L’edizione 2026 porta il tema “Dal costruito alla città futura”, un percorso dedicato alla trasformazione degli edifici e degli spazi urbani attraverso innovazione, sostenibilità e nuovi modelli di progettazione, realizzazione e gestione.

Oltre 150 aziende e tutte le innovazioni per il mondo delle costruzioni
Il cuore della manifestazione sarà l’area espositiva, con oltre 150 aziende protagoniste provenienti dai diversi comparti della filiera.
Dai materiali naturali e sostenibili ai sistemi costruttivi, dalle soluzioni per l’efficienza energetica agli impianti, dalle finiture all’involucro edilizio, fino a tecnologie, attrezzature e servizi per il cantiere: Restructura offrirà una panoramica completa sulle soluzioni che stanno cambiando il modo di progettare, recuperare e costruire.
Un appuntamento dedicato a produttori, tecnici, artigiani e professionisti interessati alle ultime novità in materia di materiali, tecnologie e applicazioni per l’edilizia del futuro.

Tre giornate di confronto sui grandi temi del settore
Il programma culturale di Restructura 2026 accompagnerà i visitatori attraverso tre grandi temi:
• 12 novembre – Riconvertire l’esistente – Una giornata dedicata al recupero del patrimonio costruito, tra restauro, riuso adattivo, retrofit energetico e valorizzazione degli edifici esistenti. Ospite internazionale Amelia Tavella, vincitrice del Global Award for Sustainable Architecture 2026.
• 13 novembre – Ripensare la città – Un approfondimento sulla trasformazione urbana, il ruolo delle infrastrutture e i nuovi modi di abitare. Tra gli ospiti Ben Van Berkel, fondatore di UNStudio, vincitore del concorso per la progettazione della Linea 2 della Metropolitana di Torino.
• 14 novembre – Rinnovare il costruire – Focus su tecnologie, materiali innovativi, costruzione off-site e intelligenza artificiale applicata ai processi edilizi, con la partecipazione di Andrew Waugh, Founding Director di Waugh Thistleton Architects.

I progetti speciali di Restructura 2026
Accanto all’area espositiva e agli incontri, Restructura propone nuovi format dedicati a innovazione, sostenibilità e futuro della filiera.
Re-Stone Area – Uno spazio dedicato alla pietra naturale e alle sue nuove applicazioni nel recupero, nel restauro e nella progettazione contemporanea.
Startup Village – Un’area dedicata alle startup e alle realtà emergenti che sviluppano soluzioni innovative per il settore delle costruzioni, mettendo in relazione tecnologia, ricerca e mercato.
Progettare l’efficienza con Roberto Viazzo – Un progetto in collaborazione con l’ingegnere ed influencer Roberto Viazzo, dedicato ai temi dell’efficienza energetica e della riqualificazione edilizia per raccontare in modo concreto come progettazione, tecnologie e soluzioni impiantistiche possano migliorare le prestazioni degli edifici.

Call4Ideas 2026: valorizzare chi trasforma il patrimonio costruito
Torna anche la Call4Ideas, iniziativa promossa da GL events Italia con il supporto del Comitato Scientifico di Restructura e di Edison Next, dedicata ai progetti capaci di dimostrare come innovazione, progettazione integrata e sostenibilità possano generare un cambiamento concreto negli edifici esistenti.
La call è rivolta a progettisti, imprese, enti pubblici e gestori di patrimonio edilizio che potranno candidare interventi realizzati o in fase avanzata di completamento su edifici pubblici esistenti.
I progetti saranno valutati sulla base dei risultati raggiunti in termini di innovazione, sostenibilità, efficienza, qualità progettuale e capacità di replicare le soluzioni adottate. I progetti selezionati saranno valorizzati durante Restructura 2026 e presentati sul Restructura Stage.

Formazione, networking e crediti professionali
Restructura propone inoltre un ricco calendario di convegni, workshop, incontri e momenti di formazione, con oltre 100 appuntamenti dedicati agli ordini professionali e il riconoscimento dei crediti formativi.
Un’occasione per aggiornarsi, incontrare aziende e professionisti e approfondire le trasformazioni che stanno interessando il mondo delle costruzioni.

Informazioni pratiche
12–14 novembre 2026
Oval Lingotto Fiere – Torino
9.00–19.00
Restructura è rivolto a:
• imprese e professionisti del settore;
• enti e istituzioni;
• studenti e mondo della formazione.
Visitatori attesi: +15.000.
️ Gli accrediti per Restructura 2026 sono aperti: l’ingresso è gratuito previa registrazione ed è dedicato ai professionisti del settore.
www.restructura.com

https://www.restructura.com/index.php?id=1608&utm_source=Italia+Casa+e+Condominio&utm_medium=articolo&utm_campaign=Restructura+2026&sc=14242

Antincendio condominiale, scatta la svolta: dal 26 settembre 2026 manutenzione solo con tecnici qualificati

vigili del fuoco

Dal 26 settembre 2026 la manutenzione dei sistemi antincendio in condominio cambierà radicalmente. Non basterà più affidarsi a imprese “di fiducia”: ogni intervento su estintori, impianti di rivelazione, porte tagliafuoco, evacuatori di fumo e calore e sugli altri presidi di sicurezza dovrà essere eseguito da un tecnico manutentore qualificato, figura introdotta dal Decreto Controlli del 2021 e destinata a diventare obbligatoria dopo la proroga concessa nel 2025. Una misura che punta a elevare gli standard di sicurezza e che impone agli amministratori un nuovo livello di responsabilità nella scelta dei professionisti incaricati.

Il Decreto Controlli e la riforma della prevenzione incendi
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 1° settembre 2021, noto come Decreto Controlli, è uno dei tasselli fondamentali della riforma avviata con il Codice di prevenzione incendi del 2015. Il provvedimento stabilisce come devono essere eseguite le attività di controllo, sorveglianza, verifica periodica e manutenzione dei presidi antincendio, imponendo il rispetto della regola dell’arte, delle norme tecniche e delle istruzioni dei produttori. La vera novità è però la creazione del tecnico manutentore qualificato, un professionista che deve dimostrare competenze teoriche e pratiche attraverso un percorso formativo e un esame finale davanti alle commissioni dei Vigili del Fuoco. Una certificazione che diventa requisito indispensabile per operare.

Perché l’obbligo scatta nel 2026
La qualifica obbligatoria sarebbe dovuta entrare in vigore il 25 settembre 2025. Il Ministero dell’Interno, con il Decreto del 15 luglio 2025, ha però concesso una proroga di dodici mesi per completare l’organizzazione del sistema di qualificazione: dalle procedure d’esame alla costituzione delle commissioni, fino alla formazione di un numero adeguato di manutentori specializzati. Il nuovo termine è quindi fissato al 25 settembre 2026. Dal giorno successivo, ogni intervento di manutenzione antincendio dovrà essere eseguito esclusivamente da personale qualificato.

Quali impianti rientrano nell’obbligo
La norma non riguarda solo gli estintori, ma l’intero sistema di protezione antincendio presente negli edifici. Dalle reti idranti agli impianti automatici di spegnimento, dai sistemi EVAC alle porte e serrande tagliafuoco, fino agli evacuatori di fumo e calore e ai dispositivi di controllo delle vie di esodo. Ogni categoria di impianto richiede una qualificazione specifica, perché ogni sistema ha logiche di funzionamento, criticità e modalità di verifica differenti. Il manutentore qualificato dovrà quindi possedere competenze mirate per ciascun presidio su cui interviene.

Gli impianti di rivelazione incendi e la necessità di controlli specialistici
Tra i sistemi che richiedono maggiore attenzione ci sono gli impianti di rivelazione automatica degli incendi, sempre più diffusi nei condomini complessi e negli edifici soggetti alla normativa antincendio. La loro funzione è individuare tempestivamente i principi di incendio tramite rivelatori di fumo, calore o fiamma, inviando il segnale alla centrale che attiva allarmi e protezioni automatiche. Per garantire affidabilità nel tempo servono verifiche periodiche, prove funzionali, controlli sull’alimentazione elettrica e sulla comunicazione tra i componenti. Una manutenzione non conforme può ritardare la rilevazione o generare falsi allarmi, con impatti significativi sulla sicurezza e sulla gestione condominiale.

Gli adempimenti per gli amministratori
Per gli amministratori di condominio cambia l’approccio alla manutenzione antincendio. Non basta più programmare gli interventi: occorre verificare che l’impresa incaricata impieghi tecnici qualificati e che ogni attività sia registrata correttamente nella documentazione di manutenzione. Una tracciabilità accurata diventa elemento essenziale di diligenza professionale e può costituire un’importante esimente in caso di sinistri o controlli da parte delle autorità. La gestione documentale, spesso sottovalutata, diventa parte integrante della sicurezza.

Più competenze, più sicurezza
L’introduzione della qualifica obbligatoria segna una delle trasformazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore della manutenzione antincendio. L’obiettivo non è aumentare la burocrazia, ma garantire che i controlli siano eseguiti da professionisti realmente in grado di valutare l’efficienza dei sistemi. Per i condomini significa manutenzioni più affidabili, impianti più sicuri e un livello di protezione più elevato per residenti, visitatori e operatori. Una misura che, nel concreto, può fare la differenza quando ogni secondo conta.

Casàlia 2026: idee per abitare meglio. Il nuovo lusso è stare bene a casa

Il dibattito sull’abitare si sta spostando dall’estetica alla qualità della vita, dalla scelta dei mobili al benessere delle persone. Da questa evoluzione nasce la prima edizione di Casàlia, il salone dedicato alla casa e al lifestyle organizzato da GL events Italia, che dall’8 all’11 ottobre porterà all’Oval Lingotto Fiere di Torino per il grande pubblico aziende, brand, artigiani e professionisti del settore.
A completare l’esperienza espositiva, un programma completamente gratuito di oltre 50 appuntamenti tra incontri, workshop e attività partecipative accompagnerà i visitatori alla scoperta di nuovi modi di pensare e vivere la casa.

La casa come espressione di sé
Tra le tendenze che stanno ridefinendo il modo di abitare emerge il desiderio di creare e costruire un rapporto più consapevole con gli oggetti che entrano nelle nostre case. In collaborazione con CasaFacile, il magazine di arredamento e lifestyle che ispira i lettori con idee creative, soluzioni accessibili e progetti di decorazione capaci di valorizzare ogni ambiente (@casafacile), Casàlia porterà a Torino creator e professionisti che hanno trasformato la creatività domestica in una forma di espressione personale.

La carta, ad esempio, rappresenta uno dei materiali più versatili e accessibili nel mondo del design contemporaneo. Attraverso le tecniche di origami e di scultura in carta, un semplice foglio può trasformarsi in oggetti tridimensionali, elementi d’arredo, lampade, decorazioni, fino a vere opere d’arte. A Casàlia sarà possibile diventare protagonisti di questa trasformazione. Nel workshop “Crea la tua lampada origami”, guidato dall’artigiana e artista Margherita Rojas Melo @origami.pop di Origami Pop), i partecipanti scopriranno le tecniche dell’origami e della paper sculpture. Sarà l’occasione per sperimentare in prima persona attraverso la piega, la geometria e la manualità, come si possa dare forma a una creazione unica.

Lo stesso approccio ispira “Basket Crochet”, laboratorio guidato da Paola Dreina @nocciolemaison, content creator e appassionata di home decor e fai da te, nota per il progetto Nocciole Maison – Crochet & Stories. Partendo da un gomitolo di fettuccia, il pubblico realizzerà un contenitore tessile per organizzare gli spazi domestici. Un piccolo complemento d’arredo che racconta una tendenza sempre più diffusa: preferire oggetti personalizzati e costruiti sulle proprie esigenze rispetto a prodotti standardizzati.
Anche le piante e gli elementi naturali sono protagonisti dell’abitare. Nel workshop “Crea il tuo incenso naturale”, con Valeria Icardi @bottegabotanica, fiorista professionista, plant designer e divulgatrice specializzata nelle piante da interno che ha fondato Bottega Botanica, sarà possibile esplorare questo legame: ogni partecipante realizzerà uno smudge stick, un piccolo fascio di erbe, foglie, fiori o elementi botanici essiccati e legati insieme. Un’esperienza che invita a riconnettersi con la natura e a portare in casa una creazione unica, espressione della sensibilità di chi la realizza. La dimostrazione di come anche il verde e i materiali naturali possano diventare strumenti di espressione e progettazione degli spazi domestici.

Il potere del colore
Tra gli elementi che influenzano maggiormente la percezione degli spazi c’è il colore. Sempre più studi dimostrano come le tonalità che scegliamo per pareti, tessuti e arredi siano in grado di influenzare percezione, concentrazione e benessere emotivo.
Con “Il colore perfetto per la tua casa”, l’interior e product designer Sara Togni accompagnerà il pubblico alla scoperta dei significati dei colori e del loro utilizzo negli ambienti domestici, aiutando a comprendere quali tonalità valorizzano gli spazi e riflettono meglio la personalità di chi li vive.
Il tema sarà approfondito da una prospettiva differente nell’incontro “Il colore, strumento di intervento psicoemotivo”, nel quale la psicologa e architetta Marcella Taricco presenterà le più recenti applicazioni della neuroarchitettura e della psicologia del colore. L’obiettivo è mostrare come semplici interventi cromatici possano migliorare comfort, attenzione e benessere emotivo senza necessariamente affrontare costose ristrutturazioni.

Formazione e aggiornamento professionale
Casàlia si rivolge anche ai professionisti della progettazione, offrendo occasioni di approfondimento e aggiornamento sui temi che stanno trasformando il mondo dell’abitare. Alcuni eventi prevedono il rilascio di crediti formativi professionali (CFP) per gli architetti, come “Abitare il benessere. Quando l’interior design diventa salute, natura e benessere”, organizzato da Wellness Design. L’incontro, con Laura Noé, interior e biophilic designer e autrice del libro Una casa che respira, accompagnerà il pubblico alla scoperta di un nuovo modo di concepire gli spazi domestici: più consapevole, sostenibile e profondamente connesso alle esigenze delle persone.

Dagli incontri agli spazi espositivi
Prodotti, idee ed esperienze dialogano continuamente all’interno di Casàlia. Gli stessi temi affrontati negli incontri trovano infatti applicazione negli spazi espositivi, dove il pubblico potrà scoprire materiali innovativi, soluzioni per il benessere abitativo, illuminazione, complementi d’arredo, lavorazioni artigianali, proposte outdoor e nuove interpretazioni dell’abitare contemporaneo.
Dalle collezioni d’arredo personalizzabili alle maniglie di design, dai marmi e parquet artigianali alle soluzioni per il comfort domestico e gli spazi all’aperto, la manifestazione offrirà una panoramica sulle tendenze che stanno trasformando il mondo della casa. È proprio questa integrazione tra esposizione, formazione ed esperienza a rappresentare l’elemento distintivo di Casàlia.

«Casàlia nasce per mettere in relazione aziende, professionisti e pubblico all’interno di un’esperienza che unisce esposizione, cultura e partecipazione. Vogliamo che i visitatori possano tornare a casa con nuove soluzioni, ma soprattutto con una nuova consapevolezza del valore dell’abitare», dichiara Gábor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

Casàlia 2026: info pratiche
• date e luogo: 8-11 ottobre 2026, ore 10:00–19:30. Oval Lingotto Fiere Torino
• ingresso: gratuito previo accredito sul sito della manifestazione

Comunicato stampa

Bonus acqua 2026: lo sconto che entra nella vita quotidiana

Da luglio, il bonus acqua ha smesso di essere una promessa normativa ed è diventato un alleggerimento reale delle bollette. L’ARERA ha chiuso l’iter tecnico che consente ai gestori idrici di applicare lo sconto direttamente in fattura, completando il percorso dei bonus sociali destinati ai nuclei con ISEE basso.
La logica è semplice: garantire a ogni persona 50 litri di acqua al giorno a tariffa agevolata. Una soglia fissata dal DPCM del 13 ottobre 2016, pensata per coprire i bisogni essenziali. Tradotto: una famiglia di quattro persone ha diritto a uno sconto calcolato su 200 litri giornalieri.

Chi ne ha diritto
Il riconoscimento è automatico, senza domande né moduli. L’unico passaggio indispensabile è la compilazione annuale della DSU, da cui deriva l’ISEE.
Le soglie 2026 sono due:
• 9.796 euro per la generalità dei nuclei;
• 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.

Uno sconto che cambia da città a città
A differenza dei bonus per luce e gas, il valore del bonus idrico non è uniforme. Le tariffe dell’acqua variano sensibilmente tra territori e gestori. Per conoscere l’importo esatto, occorre consultare il sito del proprio operatore e verificare le tariffe di acquedotto, fognatura e depurazione.

Perché lo sconto arriva solo da luglio
Il bonus acqua segue un percorso tecnico complesso, gestito dal Sistema Informativo Integrato (SII). Ecco la sequenza, mese per mese:
• Attestazioni ISEE: l’INPS invia al SII le DSU del mese precedente.
• Verifica dei duplicati: il SII controlla che nessun componente del nucleo riceva già il bonus per lo stesso anno.
• Invio ai gestori: all’inizio del mese successivo, il SII trasmette ai gestori idrici i dati necessari per individuare la fornitura.
• Controlli tecnici: entro due mesi, il gestore verifica la corrispondenza e l’idoneità dell’utenza.
Solo dopo questi passaggi lo sconto può comparire nella prima bolletta utile, che dipende dalla frequenza di fatturazione. Chi ha ottenuto l’ISEE a gennaio sarà tra i primi a vedere l’agevolazione da luglio.

Bonus acqua anche per chi vive in condominio
Il bonus spetta anche a chi vive in condominio, ma con una modalità diversa. Se la fornitura è centralizzata:
• lo sconto non arriva in bolletta;
• viene erogato extra-bolletta, tramite assegno o altra modalità scelta dal gestore;
• è intestato al soggetto che ha presentato la DSU.
C’è però un requisito spesso ignorato: il gestore deve essere accreditato al SII e in regola con gli adempimenti privacy. Se non lo è, l’automatismo non può scattare. ARERA sta predisponendo un sistema alternativo per garantire comunque il riconoscimento retroattivo agli aventi diritto.

Bollette, settembre da incubo: la crisi energetica presenta il conto

La crisi energetica che attraversa il Medio Oriente non è più un’ipotesi lontana: sta bussando alle porte delle famiglie italiane. Secondo le stime di Nomisma Energia, elaborate per Il Sole 24 Ore, la spesa annuale di una famiglia tipo per gas ed elettricità potrebbe aumentare di 515 euro nel 2026, pari a un +23% rispetto al 2025. «La spesa annuale per gas ed elettricità… potrebbe risultare a fine 2026 superiore di 515 euro», si legge nel documento.
E non finisce qui: sommando benzina e diesel, il conto energetico complessivo sale a 876,8 euro. Una stangata che arriva proprio mentre l’Europa si prepara alla stagione del riscaldamento.

Prezzo variabile, il tallone d’Achille delle famiglie
Il rialzo dei prezzi all’ingrosso si tradurrà in bolletta solo per chi ha contratti a prezzo variabile, mentre chi ha scelto il fisso resterà protetto. Nel 2025, secondo i dati dell’Autorità, il 49% delle utenze domestiche era esposto alla volatilità del mercato, con punte del 94,1% nei condomìni a uso domestico.
Una vulnerabilità che rischia di trasformare settembre nel primo vero stress test della crisi energetica.

Gas: il vero motore dei rincari
Il gas è la voce che pesa di più. A settembre il prezzo atteso in bolletta potrebbe salire a 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 del 2025. Per una famiglia tipo, significa 429 euro in più a fine 2026 (+29%). Il documento ricorda che «Sommando questa cifra ai 515 euro… il conto energetico aggiuntivo raggiunge così 876,8 euro».
Sul mercato all’ingrosso il TTF di Amsterdam è tornato sopra i 60 €/MWh, mentre Arera ha già ritoccato al rialzo la componente della materia prima gas per i clienti vulnerabili.

Elettricità: prezzi oltre i 200 €/MWh
Il rincaro del gas trascina anche la luce. I prezzi all’ingrosso italiani hanno superato i 200 euro per MWh, livelli che non si vedevano dal gennaio 2023. Nomisma stima per settembre un costo di 31,93 centesimi/kWh, contro i 28,75 del 2025: altri 85,9 euro di aggravio per una famiglia tipo.

Carburanti: il vero salasso dell’estate
La guerra in Iran ha acceso la miccia anche sui carburanti. A settembre benzina e diesel potrebbero attestarsi a 2,017 euro al litro, contro 1,655 dell’anno precedente. Per una famiglia che consuma mille litri l’anno, significa 361,8 euro in più (+22%).
È qui che Elettricità Futura punta il dito: «Il vero problema sono gli idrocarburi. Gli aumenti sui carburanti incidono in modo significativo su ogni pieno e sull’autotrasporto, con effetti a cascata su tutta la filiera».

Hormuz, il collo di bottiglia che strozza l’Europa
Dietro la tempesta dei prezzi c’è lo Stretto di Hormuz, dove transitavano 20 milioni di barili al giorno prima del 28 febbraio. Oggi, secondo Tabarelli, ne sarebbero stati sostituiti solo otto milioni. Il nodo più critico riguarda i prodotti raffinati: il mondo non ha capacità inutilizzata sufficiente per compensare i volumi mancanti.
Ancora più delicata la questione del GNL: il Qatar esportava oltre 100 miliardi di metri cubi all’anno attraverso Hormuz, un quinto del mercato mondiale. L’Europa, che dopo il 2022 ha puntato proprio sul GNL per sostituire il gas russo, si ritrova ora esposta come non mai.

Imprese: costi alle stelle, competitività a rischio
Per le imprese la simulazione di Nomisma è ancora più pesante: +572.032 euro di costi energetici nel 2026 (+54%). Il gas, da solo, pesa per 559.318 euro. L’elettricità aggiunge altri 12.713 euro.
Elettricità Futura contesta la lettura aggregata: «Somma dinamiche diverse e rischia di sovrastimare l’impatto reale. L’incremento sui consumi elettrici resta contenuto al 7%».

L’inverno alle porte: scorte in calo, tensioni in aumento
Il caldo estivo ha spinto verso l’alto i prezzi dell’elettricità, ma Tabarelli avverte: «Il caldo passerà, non le tensioni sul gas». Con l’inverno alle porte e le scorte che si assottigliano, settembre rischia di diventare il mese in cui la crisi energetica internazionale si trasferisce davvero nelle case e nei condomìni italiani.

Occupazioni abusive negli alloggi ERP: quadro normativo, orientamenti della Cassazione e ricadute operative

L’occupazione abusiva di un alloggio di edilizia residenziale pubblica continua a configurare un reato penale pienamente tipizzato dall’articolo 633 del Codice Penale, che punisce l’invasione arbitraria di edifici pubblici o privati. La norma tutela non solo il patrimonio pubblico, ma anche l’ordine pubblico e la corretta gestione delle risorse abitative. La distinzione rispetto alla morosità incolpevole o alla permanenza oltre il termine di un contratto scaduto è netta: nel caso dell’occupazione, la condotta è originariamente illecita e non deriva da un rapporto giuridico preesistente.

La pena base prevista dall’articolo 633 c.p. arriva fino a due anni di reclusione, accompagnata da una sanzione pecuniaria compresa tra 1.000 e 5.000 euro. Tuttavia, il quadro sanzionatorio è stato significativamente irrigidito dal Decreto Sicurezza 2025, che ha introdotto aggravanti capaci di elevare la pena fino a sette anni nei casi in cui l’occupazione sia commessa da più persone, con armi, o quando venga impedito al legittimo assegnatario di accedere all’alloggio. Il decreto ha inoltre previsto procedure di sgombero accelerate, con tempistiche che possono ridursi a trenta giorni, rafforzando la capacità degli enti proprietari di recuperare rapidamente la disponibilità degli immobili.

Sul piano giurisprudenziale, la Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento particolarmente rigoroso. La sentenza n. 20675/2025 ha ribadito che il reato è perseguibile d’ufficio, soprattutto quando nell’immobile siano presenti soggetti vulnerabili come minori, anziani o persone con disabilità. La Corte ha inoltre chiarito che la crisi abitativa, pur riconosciuta come fenomeno strutturale, non costituisce una causa di giustificazione idonea a escludere la responsabilità penale. L’unica possibile scriminante resta lo stato di necessità previsto dall’articolo 54 c.p., ma la sua applicazione è limitata a situazioni eccezionali, caratterizzate da un pericolo attuale e grave per la persona, dall’assenza totale di alternative e dalla natura strettamente transitoria della condotta. La giurisprudenza sottolinea che tale condizione non può essere invocata per soddisfare in modo stabile un bisogno abitativo, né per aggirare le graduatorie ERP.

Le conseguenze civili dell’occupazione abusiva sono altrettanto rilevanti. L’ente proprietario può procedere allo sgombero forzato e richiedere il risarcimento dei danni, il pagamento dell’indennità di occupazione e delle spese condominiali arretrate. È inoltre fondamentale ricordare che l’occupante non acquisisce alcun diritto all’assegnazione dell’alloggio né alla regolarizzazione della propria posizione: l’occupazione non produce effetti giuridici utili e non può essere considerata un titolo preferenziale.

Il tema delle sanatorie merita un approfondimento specifico. La loro applicazione non è mai automatica e dipende da provvedimenti normativi o bandi regionali emanati periodicamente. Anche quando tali strumenti sono attivi, l’accesso alla regolarizzazione richiede la dimostrazione della data certa dell’occupazione, il possesso dei requisiti ERP, la presenza di soggetti vulnerabili nel nucleo familiare e il pagamento degli arretrati dovuti. In assenza di un bando o di una norma specifica, l’occupazione rimane un reato perseguibile d’ufficio e l’immobile può essere liberato in qualsiasi momento.

Per gli enti gestori e le amministrazioni locali, il quadro attuale comporta un rafforzamento delle attività di monitoraggio, prevenzione e controllo, oltre a una maggiore rapidità nelle procedure di recupero degli alloggi. L’orientamento normativo e giurisprudenziale converge verso una tutela stringente dell’interesse pubblico, rappresentato dalla corretta assegnazione degli alloggi e dalla salvaguardia dei diritti delle persone in graduatoria.