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Estintori, stretta sulla manutenzione: dalla formazione dei tecnici ai controlli sugli appalti, cosa cambia con la UNI 9994-3

La manutenzione degli estintori non potrà più limitarsi a un semplice controllo periodico. Con l’entrata in vigore della UNI 9994-3:2026, scattano infatti nuovi requisiti organizzativi e gestionali per le imprese che operano nel settore, chiamate a dimostrare non solo la corretta esecuzione degli interventi, ma anche la capacità di garantire procedure tracciabili, personale qualificato e un controllo rigoroso delle attività eventualmente affidate a terzi.
La norma, in vigore dal 1° ottobre 2026, completa il quadro dedicato alla manutenzione degli estintori portatili e carrellati, focalizzandosi sull’organizzazione delle aziende che erogano i servizi di controllo e manutenzione. Restano invece escluse dal suo campo di applicazione le attività di installazione delle apparecchiature antincendio.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’affidabilità della filiera manutentiva attraverso regole che rendano verificabile ogni fase del processo, dalla formazione dei tecnici alla gestione documentale, fino alla supervisione delle lavorazioni svolte all’esterno.

Appalti e attività affidate a terzi sotto osservazione
Uno dei capitoli più significativi riguarda le attività esternalizzate. Le aziende dovranno infatti mantenere aggiornata la documentazione relativa alla propria struttura operativa, specificando quali attività vengono svolte internamente e quali sono invece affidate a soggetti esterni.
Non basterà però indicare il nominativo del fornitore. La norma richiede che siano documentati gli accordi stipulati, le modalità di affidamento e le verifiche effettuate sui processi eseguiti dai soggetti incaricati.
In altre parole, la responsabilità dell’impresa manutentrice non si esaurisce nel conferimento dell’incarico: i requisiti richiesti all’azienda dovranno essere rispettati anche lungo l’intera catena dei soggetti coinvolti nell’esecuzione delle attività.

Organizzazione aziendale e figure responsabili
La UNI 9994-3 dedica ampio spazio all’organizzazione interna delle imprese. Ogni azienda dovrà dotarsi di un organigramma chiaro e aggiornato, in grado di identificare con precisione ruoli, responsabilità e competenze dei diversi operatori coinvolti nelle attività manutentive.
Anche il dimensionamento del personale dovrà risultare coerente con il volume di lavoro e con le caratteristiche del servizio offerto. Per ciascun intervento sarà inoltre necessario impiegare almeno un tecnico qualificato, la cui presenza dovrà essere registrata e resa facilmente rintracciabile nella documentazione.
Le attività dovranno svolgersi sotto la supervisione di una figura gestionale incaricata di coordinare e verificare il corretto svolgimento delle operazioni, secondo i compiti definiti dalla norma.

Formazione continua: non basta la qualifica iniziale
La professionalità degli operatori rappresenta uno degli elementi cardine del nuovo impianto normativo.
Le aziende sono chiamate a definire criteri precisi relativi al percorso formativo, all’esperienza professionale e alla qualificazione del personale. Ma la novità più rilevante riguarda la continuità dell’aggiornamento: la formazione non dovrà essere episodica, bensì costante e documentata nel tempo.
Per questo ogni impresa dovrà conservare un elenco aggiornato degli addetti impegnati nel servizio di manutenzione, predisporre piani formativi e mantenere un registro dettagliato delle attività di aggiornamento svolte.

Procedure documentate e interventi sempre tracciabili
La tracciabilità emerge come uno dei principi guida dell’intera UNI 9994-3.
Ogni intervento dovrà essere eseguito seguendo procedure operative e istruzioni formalizzate che disciplinino le verifiche sugli estintori, la compilazione della documentazione tecnica, la registrazione delle operazioni effettuate e il comportamento dei tecnici durante le attività presso il cliente.
La norma estende inoltre gli obblighi documentali alla manutenzione e alla taratura degli strumenti utilizzati, alle verifiche interne sui processi e alle attività di supervisione.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla gestione delle criticità. Le imprese dovranno infatti disporre di sistemi per registrare reclami, non conformità, azioni correttive ed eventuali estintori posti fuori servizio, creando un quadro documentale completo e sempre consultabile.

Anche le officine mobili entrano nel perimetro della norma
Tra gli aspetti più innovativi compare il riferimento ai veicoli utilizzati come officine mobili, sempre più diffusi nelle attività di manutenzione sul territorio.
Secondo la UNI 9994-3:2026, tali mezzi dovranno rispettare la normativa vigente, risultare correttamente omologati per questo specifico impiego e disporre di strumenti e attrezzature adeguati alle operazioni da svolgere.
Un passaggio che conferma come l’attenzione della norma non si limiti al singolo intervento, ma coinvolga l’intera organizzazione del servizio, comprese le strutture operative utilizzate per erogarlo.

Più controlli e più responsabilità per le imprese
Con la UNI 9994-3:2026 il focus si sposta dunque dalla sola manutenzione dell’estintore alla qualità complessiva dell’organizzazione che la esegue. Formazione, responsabilità, controllo degli appalti, verifica delle competenze e tracciabilità diventano elementi essenziali per dimostrare l’affidabilità del servizio.
Una trasformazione che punta ad aumentare gli standard di sicurezza e trasparenza in un settore dove la corretta manutenzione di un estintore può fare la differenza proprio nel momento in cui il dispositivo è chiamato a svolgere la sua funzione più importante: intervenire efficacemente in caso di incendio.

Ora solare 2026, lancette indietro: quando arriva e cosa cambia

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l’Italia farà ciò che fa da decenni: alle 3 del mattino le lancette torneranno indietro di un’ora, segnando il passaggio all’ora solare e riallineando il Paese al calendario stagionale dell’Unione Europea. Un gesto semplice, quasi rituale, che regala ai cittadini un’ora di sonno in più ma accorcia bruscamente la luce del pomeriggio, trascinando con sé la sensazione di giornate improvvisamente più brevi.

Gli smartphone si aggiorneranno da soli, gli orologi da polso no. Ma il vero scatto non è quello delle lancette: è quello del dibattito, che puntuale come l’autunno torna a infiammarsi. Da anni, infatti, la transizione tra ora solare e ora legale è al centro di un confronto acceso tra mondo scientifico, associazioni dei consumatori e istituzioni europee. La domanda è sempre la stessa: ha ancora senso cambiare l’ora due volte l’anno?

Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit, la risposta è no. La loro petizione per introdurre l’ora legale permanente ha superato le 350mila firme, sostenuta da un fronte scientifico che parla apertamente di “mini jet lag sociale”. Il cambio dell’ora, spiegano gli esperti, altera i ritmi circadiani, incide sul sistema cardiovascolare e provoca un disallineamento tra orari sociali e biologici che si traduce in stress, calo di concentrazione, disturbi del sonno.

Ma non è solo una questione di salute. È anche – e sempre di più – una questione energetica. Le stime indicano che mantenere l’ora legale tutto l’anno porterebbe a un risparmio di 720 milioni di kilowattora, pari a 180 milioni di euro, e a una riduzione delle emissioni di CO₂ di 200mila tonnellate. Numeri che, in un’epoca di transizione ecologica e caro energia, pesano come macigni.

Eppure, nonostante l’Unione Europea abbia approvato nel 2019 il principio di abolizione del cambio stagionale, la riforma è rimasta impigliata nei corridoi di Bruxelles. Il motivo è semplice: gli Stati membri non trovano un accordo. I Paesi del Nord Europa spingono per l’ora solare permanente, coerente con latitudini dove la luce serale è già scarsa. Le nazioni mediterranee – Italia in testa – chiedono invece l’ora legale fissa, che valorizza la luminosità del tardo pomeriggio e sostiene consumi, socialità, turismo.

Risultato: tutto fermo. Senza una direttiva comunitaria condivisa, nell’autunno 2026 il meccanismo scatterà come sempre. L’Italia tornerà all’ora solare, e la riforma – se mai arriverà – sarà affare delle prossime legislature europee.

Intanto, tra un’ora in più di sonno e un tramonto anticipato, resta una sensazione diffusa: quella di un continente che continua a muovere le lancette, ma non riesce a muovere la politica.

Casa, compravendite, energia e sicurezza: 13 geometri protagonisti della nuova stagione di “Casa a prima vista”

Compravendite immobiliari, efficientamento energetico, accessibilità, valorizzazione e gestione del patrimonio immobiliare, condominio, sicurezza degli edifici, pratiche edilizie. Le parole chiave della professione del geometra sono anche e saranno sempre più ingredienti base di “Casa a prima vista”, il più famoso format televisivo italiano sulla casa. Dopo il percorso avviato nel 2024 con la campagna nazionale “Il Geometra è di casa”, Cassa Geometri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e Fondazione Geometri Italiani annunciano il rinnovo e l’ampliamento della collaborazione con Real Time, che accompagnerà il programma fino alla fine del 2027.

Le novità del 2026
Cresce il numero di geometri coinvolti: inizialmente tre, poi sei, nella terza edizione ci saranno 13 geometri/attori liberi professionisti provenienti da tutta Italia, selezionati da Consiglio e Cassa Geometri in collaborazione con i Collegi territoriali, chiamati a rappresentare la varietà di competenze e specializzazioni che caratterizzano la categoria.
La loro presenza in Casa a prima vista non si limiterà agli spot televisivi. Accanto ai contenuti pubblicitari, i professionisti saranno protagonisti di format editoriali pensati per rispondere ai dubbi più frequenti dei cittadini, offrendo consigli pratici e informazioni utili su temi che riguardano da vicino la vita delle famiglie: compravendite immobiliari, sicurezza degli edifici, accessibilità, efficientamento energetico, pratiche condominiali e gestione del patrimonio immobiliare.
Complessivamente saranno realizzati oltre cinquanta contenuti video distribuiti durante le stagioni del programma previste tra il 2026 e il 2027, affiancati da approfondimenti digitali e da uno spazio web dedicato per aiutare i cittadini a orientarsi nelle principali questioni legate alla casa.
Diego Buono, presidente di Cassa Geometri e della Fondazione Geometri Italiani, e Paolo Biscaro, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, dichiarano:
“Il Geometra è di casa cresce e si evolve con l’intento di rendere sempre più riconoscibile il ruolo del geometra e il valore che questa professione esprime nella vita quotidiana delle persone. Attraverso un linguaggio immediato e vicino al pubblico, vogliamo raccontare come le nostre competenze accompagnano i cittadini e le famiglie in molte delle scelte legate alla casa, alla sicurezza, all’efficienza energetica e alla gestione del patrimonio immobiliare. In questa nuova edizione saranno 13 i professionisti coinvolti, geometri realmente attivi sul territorio, chiamati a portare davanti al grande pubblico esperienze, competenze e sensibilità diverse. La loro presenza ci consente di restituire un’immagine autentica e contemporanea della categoria, mostrando concretamente quanto il geometra sappia coniugare preparazione tecnica, conoscenza del territorio e capacità di rispondere ai bisogni delle persone. È questo il valore che il progetto vuole portare sempre più all’attenzione del grande pubblico”.

“Il Geometra è di casa” Terza edizione (2026-2027)
• Campagna nazionale promossa da Cassa Geometri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e Fondazione Geometri Italiani.
• Partnership editoriale e televisiva con Real Time
• Percorso avviato nel 2024 e confermato con una pianificazione pluriennale fino al 2027.
• Progressione dei protagonisti: 3 (2024) → 6 (2025) → 13 (2026-2027).
• Coinvolti 13 geometri liberi professionisti provenienti da diverse regioni italiane.
• Oltre 50 contenuti video originali tra spot, approfondimenti e format speciali.
• Presenza televisiva, digitale e social collegata al format “Casa a prima vista”.

Le stagioni coinvolte

Stagione 9 settembre – dicembre 2026
• Avvio della terza edizione.
• Programmazione di 26 contenuti “Domanda e Risposta”.
• Debutto dei 13 geometri protagonisti.

Stagione 10 febbraio – giugno 2027
• Proseguimento dei contenuti “Domanda e Risposta”.
• Avvio del format “I consigli dell’esperto”.
• Approfondimenti dedicati ai principali temi della casa.

Stagione 11 settembre – dicembre 2027
• Nuova programmazione de “I consigli dell’esperto”.
• Contenuti speciali e iniziative editoriali dedicate ai cittadini.
• Chiusura del triennio di comunicazione avviato con la terza edizione.

Temi affrontati dai geometri
I 13 professionisti coinvolti risponderanno a domande e casi pratici riguardanti:
• compravendita immobiliare;
• sicurezza degli edifici;
• efficientamento energetico;
• accessibilità;
• pratiche edilizie;
• condominio;
• valorizzazione e gestione del patrimonio immobiliare.

Un progetto che cresce
Dal 2024 a oggi la campagna ha progressivamente ampliato la presenza dei geometri all’interno dell’universo di Casa a prima vista:
dai primi spot informativi ai contenuti di approfondimento, fino alla partecipazione diretta di 13 professionisti che metteranno a disposizione competenze ed esperienza per rispondere ai quesiti più frequenti dei cittadini sul tema della casa.

Comunicato stampa

La Sicilia capitale mondiale dell’immobile: geometri a confronto tra Intelligenza Artificiale e nuovo Catasto

In un momento storico in cui il tema dell’abitare e la gestione del patrimonio immobiliare sono tornati al centro dell’agenda economica europea, la Sicilia si trasforma nel punto di riferimento globale della categoria dei geometri. Dal 13 al 16 ottobre, tra Catania e Ragusa, andrà in scena un doppio appuntamento di rilievo internazionale per tracciare le nuove rotte della professione tra trasformazione digitale, trasparenza e Intelligenza Artificiale.

Tappa 1: Catania e il Catasto del futuro
Il vertice si è aperto martedì 13 ottobre all’NH Catania Parco degli Aragonesi con l’Assemblea Nazionale dei Presidenti dei Collegi provinciali dei Geometri e Geometri Laureati (patrocinata dall’ARS). Ad aprire i lavori il presidente del Consiglio Nazionale (CNGeGL), Paolo Biscaro, e il presidente di Cassa Geometri, Diego Buono.

Al centro del dibattito, il valore strategico dell’esperienza italiana in ambito immobiliare e catastale. Tra i saluti istituzionali del sindaco Enrico Trantino, del presidente ARS Gaetano Galvagno, del presidente del Collegio di Catania Agatino Spoto e dei vertici dell’Agenzia delle Entrate con Maria Letizia Schillaci Ventura, spicca la presenza dei leader delle più prestigiose organizzazioni mondiali ed europee del settore (FIG, EGOS, CLGE, TEGOVA e FIG Commission 9).
Tra gli interventi di punta dell’appuntamento etneo, la presentazione del consigliere CNGeGL Ernesto Baragetti sull’evoluzione dei servizi catastali e lo speech di Cosimo Toldonato (AD di Geoweb), focalizzato sull’impatto dell’IA negli ecosistemi digitali a supporto dei professionisti.

Tappa 2: Ragusa e la rivoluzione dell’IA nelle valutazioni immobiliari
Dal 14 al 16 ottobre, il baricentro si sposterà al Mediterraneo Palace Hotel di Ragusa per l’attesa conferenza internazionale della Commissione 9 della FIG, organizzata con il patrocinio del Comune: “The New Era of Real Estate Modeling: From AI to Intelligence”. Un vertice d’alto profilo – curato dal segretario e consigliere CNGeGL con delega all’internazionale, Enrico Rispoli – che vedrà la partecipazione di oltre 150 esperti e delegati provenienti da 21 Paesi.
“Questo appuntamento è il coronamento di un grande lavoro di squadra e proietta il CNGeGL tra i riferimenti internazionali più autorevoli nel ridefinire i parametri delle valutazioni immobiliari e del catasto telematico, anche grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale” — sottolinea Enrico Rispoli.

In agenda, sessioni dedicate ai modelli di valutazione automatizzata, alla modernizzazione dei dati catastali, alla sostenibilità e agli European Valuation Standards (EVS):
• Mercoledì 14 ottobre: Apertura dei lavori con i vertici internazionali e locali (tra cui il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì e il presidente del Collegio Salvatore Mugnieco), con un focus sulla transizione digitale dal “Geometra al Tecnico Catastale”.
• Giovedì 15 ottobre: Spazio alla ricerca e all’innovazione scientifica, con studiosi e keynote speaker internazionali che analizzeranno l’integrazione tra IA, big data e mercati immobiliari.
• Venerdì 16 ottobre: Giornata conclusiva (in lingua inglese) riservata ai lavori interni dei delegati della Commissione 9 FIG.

Un’occasione di confronto cruciale che conferma come la transizione digitale e la gestione resiliente del mattone passino, oggi più che mai, dalle competenze della tecnica italiana.

Casàlia conquista il pubblico: oltre 24.000 visitatori per la prima edizione

Conversazioni davanti a un caffè, nuove idee e relazioni al ritmo della musica: il 10AM Morning Club ha coronato la giornata conclusiva di Casàlia (8-11 ottobre), il nuovo progetto di GL events Italia dedicato alla cultura dell’abitare. Centinaia di persone hanno preso parte all’appuntamento, animando fin dalle prime ore del mattino il momento di networking informale. Un finale che sintetizza l’identità della manifestazione, capace di trasformare l’Oval Lingotto Fiere di Torino in uno spazio di incontro tra aziende, professionisti, creativi e pubblico, dove il design diventa esperienza, confronto e relazione. Oltre 24.000 i visitatori, in 2.000 hanno preso parte a 60 workshop e conferenze. Più di 350 gli appuntamenti one to one con gli interior designer

«Un anno fa Casàlia era una scommessa. Oggi è un luogo dove aziende, professionisti, artigiani e creativi si incontrano, si confrontano e danno vita a nuove opportunità. Le relazioni nate in questi giorni confermano la capacità della manifestazione di creare connessioni tra competenze, visioni e realtà diverse dell’universo “casa” e rappresentano la base su cui costruire la crescita di Casàlia 2027», ha dichiarato Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

La quattro giorni torinese è stata il trampolino di lancio per nuovi progetti e idee. E’ il caso di Design Contest internazionale “Villaggio Narrante”, alla presenza del committente Andrea Farinetti. Il Contest si focalizza sul restyling degli spazi interni del Centro Congressi della Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba (CN) ed è aperto a professionisti e studenti di tutto il mondo.

Tendenze, materiali e nuove idee per l’abitare
La varietà delle proposte espositive ha restituito una fotografia efficace delle diverse anime del settore. La luce come materia di progetto è stato uno dei temi più trasversali, affrontato attraverso workshop, approfondimenti e le proposte di aziende. Un approccio ben sintetizzato da Federico Picone, della torinese Color Designers, secondo cui il progetto d’interni nasce dalla gestione della percezione: l’interazione tra colore e luce influenza infatti il modo in cui gli spazi vengono letti e vissuti. Una prospettiva che supera la dimensione estetica e restituisce alla luce il suo ruolo di componente tecnica fondamentale nella progettazione degli spazi.
Tra le realtà più originali, Il Bordatore, di Torino, ha raccontato un settore di nicchia ad alto contenuto artigianale e progettuale. Specializzata nella personalizzazione e finitura di tappeti e moquette, l’azienda sviluppa soluzioni su misura trasformando materiali e superfici in autentici elementi distintivi.
Dalla provincia di Salerno, Rizzo Marmi ha mostrato come un materiale senza tempo possa dialogare con il design. Attraverso lavorazioni innovative e progetti sviluppati insieme ad architetti e designer, l’azienda realizza ambienti e complementi che trasformano marmo e pietra in elementi distintivi.
Sartorialità, artigianalità e Made in Italy sono invece i tratti distintivi dell’abruzzese Riflessi, arrivata da Ortona (CH) che a Casàlia ha presentato una collezione di arredi e complementi in cui la personalizzazione, la qualità delle materie prime e la cura delle finiture rendono ogni prodotto un pezzo unico. Un esempio della capacità della manifattura italiana di coniugare ricerca estetica, competenze artigianali e produzione di eccellenza.
Tra le anteprime che hanno attirato l’attenzione dei visitatori, Scaglia Arredo, di Chieri (TO), ha presentato in esclusiva un nuovo divano firmato LeComfort. Un prodotto che interpreta le tendenze contemporanee e che conferma il ruolo di Casàlia come vetrina privilegiata per il lancio di novità e soluzioni innovative per la casa.

Il valore dell’artigianalità
Accanto ai grandi brand, all’interno del Creative District Casalia ha offerto una vetrina prestigiosa a una selezione di artigiani indipendenti che qui hanno trovato un luogo dove esprimersi e mettere in mostra le proprie collezioni. Produzioni originali composte da pezzi unici lavorati a mano, in cui si pone grande attenzione al riutilizzo di materiali che in mani esperte trovano nuova vita: dal legno alla resina, dal marmo alla cera d’api. Tra le testimonianze della capacità della manifattura italiana, il Laboratorio La Gufa di San Secondo di Pinerolo (TO) ha presentato creative ed ecologiche pellicole bio per la conservazione degli alimenti. Oppure l’emiliana LR Luxart, che recupera il legno per raccontare nuove “storie”: dalle lampade di design ai taglieri personalizzati fino all’oggettistica per la cucina. Dalla provincia di Livorno è invece arrivato FluidoLab, piccolo laboratorio artigianale che ha presentato quadri, decorazioni da parete e complementi d’arredo ispirati al mare e alla natura, riutilizzando e lavorando materiali come resina, legno e marmo travertino. Giocava in casa invece la torinese Tonatto, arrivata a Casàlia con profumi per l’ambiente e profumi per la persona: un’occasione per creare nuove connessioni e farsi conoscere da un pubblico ancora più ampio.

Dalle idee ai progetti
L’esperienza è stata la grande protagonista di Casàlia. I 60 workshop, laboratori e incontri formativi hanno richiamato complessivamente oltre 2.000 partecipanti, registrato il tutto esaurito. In molti casi il pubblico ha seguito gli appuntamenti in piedi, all’esterno delle aree dedicate, pur di non perdere gli interventi in programma. È accaduto anche per l’incontro con Aurora Cavallo (Cooker Girl) e Gianluca Bocchetta, che tra ironia, aneddoti e curiosità sul progetto Cooker Loft hanno catturato l’attenzione raccontando come una casa possa trasformarsi in uno spazio capace di esprimere identità, passioni e stili di vita.
Calendario sold out anche per SOS Interior, I 14 professionisti coinvolti, tra architetti, interior designer e professionisti del settore hanno accolto i visitatori in un fitto programma di oltre 350 incontri individuali. Dalle ristrutturazioni agli interventi su misura, passando per materiali, colori, sostenibilità e nuove soluzioni per l’abitare, ogni appuntamento ha dato spazio a esigenze concrete e progetti ambiziosi. Un successo che conferma la capacità di Casàlia di andare oltre l’esposizione, creando occasioni reali di orientamento e crescita.

Casàlia è la storia di un grande lavoro di squadra
Dietro Casàlia ha operato una comunità di 1.200 persone, tra organizzatori, tecnici, fornitori, studenti e personale delle aziende espositrici. Un impegno iniziato un anno fa e guidato da circa 30 professionisti di GL events Italia, impegnati nella progettazione della manifestazione, nella commercializzazione degli spazi, nella comunicazione e nel coordinamento organizzativo. Al loro fianco oltre 100 operatori per i servizi tecnici, di ristorazione, accoglienza, pulizie, sicurezza, assistenza sanitaria. A questa squadra si sono aggiunti 30 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Boselli di Torino, coordinati dal professor Franco Cascina, che hanno vissuto un’esperienza di formazione sul campo contribuendo all’accoglienza e all’orientamento dei visitatori. A completare questa grande comunità di lavoro, oltre 1.000 rappresentanti delle aziende partecipanti, tra titolari, collaboratori e personale di supporto, che si sono alternati nei quattro giorni per presentare prodotti e offrire suggerimenti al pubblico di Casàlia.

Cassa Geometri investe 5,5 milioni per le famiglie: aiuti per figli, studio e disabilità

Cinque milioni e mezzo di euro per sostenere le famiglie dei geometri italiani in una fase storica in cui il costo della crescita dei figli, della formazione e dell’assistenza continua a pesare sui bilanci familiari. È questa la nuova iniziativa di welfare lanciata da Cassa Geometri, che dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 aprirà i termini per la presentazione delle domande relative a due nuovi bandi destinati agli iscritti.

L’intervento rappresenta un ulteriore tassello del sistema di protezione sociale costruito negli anni dall’ente previdenziale della categoria e punta a offrire un sostegno concreto nei momenti più delicati della vita familiare: dalla prima infanzia ai percorsi scolastici e universitari dei figli, fino alle situazioni più complesse legate alla non autosufficienza e alle disabilità.

Il primo bando, finanziato con uno stanziamento di un milione di euro, è dedicato alle spese educative e di cura dei figli e alla valorizzazione del merito scolastico e universitario. Tra le misure previste figura un contributo annuale di 200 euro per ciascun figlio fino ai sei anni di età, destinato a coprire costi legati a campi estivi, attività sportive, servizi per l’infanzia, assistenza e babysitting. Il sostegno è riservato agli iscritti con un Isee familiare non superiore a 25 mila euro e riguarda spese effettivamente sostenute e documentate.

Accanto agli aiuti per le famiglie trova spazio anche un pacchetto di incentivi rivolto agli studenti più meritevoli. Sono previste borse di studio una tantum per i figli degli iscritti che conseguiranno il diploma o la laurea nel corso del 2026. Un’attenzione particolare è riservata ai percorsi più vicini alla professione del geometra: 1.200 euro andranno ai diplomati degli istituti Costruzioni, Ambiente e Territorio con una votazione minima di 91 centesimi, mentre per gli altri indirizzi l’importo sarà di 800 euro con almeno 95 centesimi. Sul fronte universitario sono previsti 1.500 euro per i laureati della classe professionalizzante LP-01 con voto minimo di 100 su 110 e 1.000 euro per i laureati di altre classi che abbiano conseguito almeno 105 su 110 nei tempi ordinari del corso.

La quota più consistente delle risorse, pari a 4,5 milioni di euro, è destinata invece al secondo bando, rivolto alle famiglie con figli molto piccoli o in condizioni di particolare fragilità. La misura riconosce un contributo di 300 euro l’anno per ciascun figlio dalla nascita fino al compimento del terzo anno di età, per un massimo di tre annualità. Sale invece a 500 euro il contributo annuale per ciascun figlio non autosufficiente, con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104 o affetto da patologie invalidanti.

«Con questi due bandi rafforziamo il sostegno alle famiglie degli iscritti intervenendo nei passaggi più importanti della vita, dalla prima infanzia ai percorsi di istruzione e formazione dei figli», sottolinea il presidente di Cassa Geometri, Diego Buono.

L’obiettivo non è soltanto assistenziale. Una parte significativa delle nuove misure guarda infatti anche al ricambio generazionale e al futuro delle professioni tecniche. Secondo il Rapporto Excelsior 2025-2029, il settore delle costruzioni e delle infrastrutture sarà infatti chiamato ad assorbire nei prossimi anni tra 226 mila e 271 mila nuovi lavoratori. In questo scenario, i percorsi formativi legati agli istituti CAT e alle lauree professionalizzanti rappresentano una delle principali porte d’accesso a competenze sempre più richieste dal mercato.

«Vogliamo rendere questi percorsi più accessibili e attrattivi per i giovani che stanno scegliendo il proprio futuro professionale», osserva Buono, evidenziando come il sostegno allo studio sia destinato a diventare una leva strategica per garantire nuove competenze a un comparto in continua evoluzione.

I nuovi bandi si inseriscono in un sistema di welfare ormai ampio e articolato, che affianca la tradizionale funzione previdenziale. Tra le misure più rilevanti spicca la polizza sanitaria integrativa gratuita per iscritti e pensionati, finanziata con circa 22 milioni di euro nell’ultimo rinnovo biennale, che comprende visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri, interventi chirurgici e programmi di prevenzione.

A questa si aggiungono coperture per invalidità permanente da infortunio fino a 70 mila euro, tutele Long Term Care con una rendita mensile di 1.600 euro in caso di perdita dell’autosufficienza e una copertura temporanea caso morte che riconosce agli eredi un capitale di 14.100 euro.

Non mancano inoltre provvidenze straordinarie per eventi particolarmente critici come malattie, infortuni, calamità naturali, stalking e gravidanze a rischio, mentre misure dedicate a maternità e paternità mirano a favorire la conciliazione tra attività professionale e vita familiare.

Un’attenzione particolare continua infine a essere rivolta ai giovani professionisti, attraverso agevolazioni contributive per l’avvio dell’attività, coperture assicurative gratuite, strumenti di accesso agevolato al credito e una serie di servizi digitali che accompagnano i primi passi nella professione.

Con i nuovi stanziamenti, Cassa Geometri conferma così una strategia che guarda oltre la previdenza tradizionale e punta a sostenere il professionista non soltanto nel lavoro, ma anche nella dimensione familiare, educativa e sociale. Una scelta che assume un valore ancora più rilevante in una fase in cui attrarre nuove generazioni verso le professioni tecniche è diventata una delle principali sfide per il futuro del settore delle costruzioni.

Stangata in bolletta per 3 milioni di italiani: addio alle tutele, rincari fino al 60%

Autunno caldo sul fronte dell’energia per oltre tre milioni di famiglie italiane. Tra settembre e novembre i gestori invieranno le notifiche ufficiali che segnano il conto alla rovescia verso la fine del Servizio a Tutele Graduali, fissata per il 31 marzo 2027.
Un passaggio che rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata. La platea dei consumatori “non vulnerabili” — rimasta finora ancorata a questo sistema di salvaguardia — rischia di veder sfumare da un giorno all’altro un risparmio stimato tra i 350 e i 400 euro all’anno rispetto alle tariffe medie del mercato libero.

I numeri dello shock: mercato libero fino al 60% più caro
A mettere nero su bianco l’entità del rischio è la stessa Arera (l’Autorità per l’energia). Monitoraggi alla mano, oggi chi migra verso il mercato concorrenziale subisce rincari pesantissimi:
• +60% in media sulle offerte a prezzo variabile;
• +36% sulle formule a prezzo fisso.
Un quadro reso ancora più critico dall’inflazione energetica (+18,6% l’elettricità e +11,3% il gas ad agosto secondo l’Istat) e dalle continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente che spingono al rialzo i prezzi delle materie prime. Non a caso le associazioni dei consumatori, guidate da Assoutenti, sono già salite sulle barricate chiedendo un intervento d’urgenza al governo per prorogare la scadenza.

La trappola del “Silenzio-Assenso”
I gestori accreditati saranno tenuti a presentare entro dicembre 2026 una nuova offerta per il mercato libero (dalla durata garantita di almeno 12 mesi). Il passaggio formale avverrà il 1° aprile 2027 senza interruzioni di corrente, senza burocrazia e senza cambio di contatore.
Tuttavia, c’è un’insidia fondamentale: l’automatismo. Chi non esprimerà una scelta chiara o non cercherà un’alternativa sul mercato, verrà trasferito d’ufficio all’offerta di mercato libero predisposta dal proprio operatore abituale. Con condizioni economiche che si preannunciano drasticamente più onerose.

Lo “scudo” della Maggior Tutela: chi può rientrare
Non tutti, però, sono condannati al mercato libero. Esiste una porta di servizio per rientrare nel perimetro della Maggior Tutela (a prezzi calmierati), riservata a chi possiede o ha maturato nel tempo i requisiti di vulnerabilità:
1 – Età: Aver compiuto 75 anni;
2 – Reddito: Essere titolari del Bonus Sociale per disagio economico;
3 – Salute: Uso di apparecchiature elettromedicali salvavita (disagio fisico) o disabilità accertata dalla legge 104;
4 – Condizioni logistiche: Residenza in strutture di emergenza post-calamità o abitazione in un’isola minore non interconnessa.
Chiunque rientri in queste categorie ha il diritto di fare richiesta e ritornare sotto l’ombrello protettivo del regime tutelato, anche se attualmente si trova già nel mercato libero.

Vademecum anti-stangata: a cosa stare attenti
Per chi dovrà inevitabilmente navigare nel mercato libero, gli esperti suggeriscono di muoversi con cautela ed evitare le trappole commerciali:
• Fisso vs Variabile: Il prezzo fisso protegge dai picchi improvvisi dei mercati, ma se si opta per il variabile occorre monitorare attentamente lo spread (il margine del venditore sopra il prezzo all’ingrosso, solitamente intorno ai 3 centesimi/kWh).
• Clausola di conversione: Prima di firmare, verificare che sia prevista la possibilità di passare da fisso a variabile (e viceversa) in caso di turbolenze di mercato, senza costi o vincoli penalizzanti.

Cara-energia, il prezzo fisso salva le famiglie: «Risparmi fino al 50% rispetto all’ingrosso»

L’ondata di rincari che continua a spingere l’inflazione ha un responsabile ben preciso: la corsa dei carburanti, guidata dal balzo del gasolio da trasporto (+34,9% su base annua e +6% in un solo mese). Sul fronte elettrico, invece, la maggior parte delle famiglie italiane sta riusciendo a schivare la stangata. Fino all’80% dei clienti dei principali operatori è infatti al riparo da qualsiasi rincaro, grazie a contratti a prezzo fisso sottoscritti su orizzonti di 12 o 24 mesi.

L’illusione dell’indicizzato e la bolla dei carburanti
A spingere verso l’alto la spesa nel mercato libero (+2,2% ad agosto e +21,5% anno su anno) sono quasi esclusivamente le forniture a prezzo indicizzato, direttamente esposte alla volatilità dei mercati e alle tensioni geopolitiche.
Un impatto che, tuttavia, occorre ridimensionare: per chi ha un contratto variabile, l’aumento medio rispetto allo scorso anno si attesta intorno ai 42 centesimi al giorno. Una cifra irrisoria se paragonata ai costi dei rifornimenti alla pompa, che pesano per decine di euro in più a ogni pieno. D’altronde, i dati Istat parlano chiaro: l’elettricità incide appena per il 2% sul budget familiare, a fronte del 31% destinato alla casa, del 21% al carrello della spesa e dell’8% diviso tra gas e carburanti.

Prezzo fisso: l’antidoto anti-stangata
La vera ancora di salvezza per i consumatori — sia per chi ha bloccato la tariffa in passato, sia per chi sottoscrive un contratto oggi — rimangono le offerte a prezzo fisso.
«Come mostrano chiaramente le offerte attuali, i contratti a prezzo fisso permettono di tagliare i costi fino al 50% rispetto alle quotazioni di mercato», evidenzia Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura. «Parliamo di proposte che valorizzano la componente energia a 108 euro/MWh, contro i 220 euro del Pun. Questo significa assicurare alle famiglie un risparmio fino a 200 euro e un tetto contro i rincari che dura per anni, non per qualche settimana. Tutto il resto è solo un palliativo o, peggio, un elemento di distorsione del mercato. Sul fronte inflazione, l’emergenza vera restano i carburanti, per i quali servono interventi strutturali e non misure tampone».

Tassello vulnerabili: il flop della gestione pubblica
Nel frattempo, i beni energetici regolamentati mostrano un’apparente stabilità congiunturale (+9,7% anno su anno), ma si tratta di una fotografia parziale. Il dato non include ancora il recente maxi-aumento del +37% annunciato da Arera per il servizio di maggior tutela riservato ai clienti vulnerabili (con la componente energia salita a 269 euro/MWh).
Un rincaro record che mette a nudo i limiti dei meccanismi indicizzati nel proteggere le fasce più deboli e dimostra, nei fatti, come la concorrenza del mercato libero riesca a garantire maggiore efficienza e flessibilità rispetto a una gestione pubblica ingessata da troppi vincoli.

Casàlia debutta a Torino: quattro giorni dedicati alla casa e al life style

Ingresso gratuito, oltre 150 brand, più di 50 workshop, attività per tutta la famiglia: dall’8 all’11 ottobre, dalle ore 10:00 alle19:30, all’Oval Lingotto Fiere arriva Casàlia, il nuovo appuntamento dedicato alla cultura dell’abitare, all’interior design e al lifestyle. Ideato e organizzato da GL events Italia, il salone trasformerà per quattro giorni Torino in un luogo di incontro tra aziende, professionisti, artigiani, designer, creativi e pubblico.

«Casàlia raccoglie l’eredità dei tradizionali saloni dell’arredamento e la trasforma in un nuovo format, dove esposizione, formazione ed esperienza convivono in un unico percorso – dichiara Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia –. Torino è il suo luogo naturale: una città che coniuga cultura del progetto, manifattura, innovazione e attenzione alla qualità della vita, valori che rispecchiano l’identità di questa manifestazione. Un appuntamento che vuole favorire connessioni e contribuire alla crescita di una filiera che rappresenta un importante fattore di sviluppo economico e culturale per il territorio».

Con espositori provenienti da tutta Italia, Casàlia racconta la casa contemporanea, progettata attorno alle esigenze delle persone. A partire dai materiali e dalle superfici, con le soluzioni su misura della torinese Rezina, specializzata in pavimenti e rivestimenti in resina. Attenzione particolare è riservata alla funzionalità degli spazi, con proposte come gli arredi trasformabili di Arkiproject Design, di Bari, o la filosofia giapponese interpretata dalla torinese Cinius attraverso arredi in legno massello, tatami, futon e soluzioni su misura.

Per la casa intesa come luogo di benessere, da Treviolo (BG), Komoder porta le poltrone massaggianti di ultima generazione, pensate per trasformare il soggiorno in uno spazio dedicato al relax, mentre la torinese Puntonotte presenta in anteprima Compagnia della Notte, brand specializzato nei sistemi letto, che interpreta il riposo come esperienza di comfort. Per gli spazi all’aperto, la siciliana Foku, di Bronte (CT), trasforma la cucina outdoor in un’esperienza conviviale attraverso sistemi di cottura realizzati in pietra lavica dell’Etna e acciaio corten.

Creative District: il talento dei creativi indipendenti
Accanto ai grandi brand, Casàlia dedica uno spazio alla creatività indipendente, che valorizza designer, artigiani, artisti e piccoli produttori capaci di trasformare materiali, tecniche e idee in oggetti unici. Qui il pubblico potrà scoprire creazioni originali che spaziano dagli oggetti decorativi in resina, alle fragranze d’autore, fino alla creatività botanica. Per citare alcuni nomi: da Nova Milanese (MB) Capsule Collections porta creazioni ottenute attraverso la stampa 3D; da Erba (CO) arrivano le ceramiche artigianali di Un Tè per Due; Purpurrì Lab di Marzia Schiavolin (Rivoli, TO) presenta collezioni tessili e accessori per la tavola dipinti e decorati a mano.

Creative Lab: il cuore esperienziale di Casàlia
A Casàlia la creatività esce dalle vetrine e si sperimenta. Nel Creative Lab il pubblico potrà mettersi in gioco accanto a designer, artigiani e creator, scoprendo tecniche e materiali attraverso laboratori pratici. Dall’ispirazione all’azione, ogni attività è pensata per consentire di imparare, realizzare e portare a casa il risultato del proprio lavoro. I visitatori potranno, ad esempio, realizzare un terrarium tropicale in collaborazione con Associazione Orticola del Piemonte, imparando a costruire un piccolo ecosistema vegetale in vetro. Sarà possibile intrecciare un vassoio in salice naturale con il maestro cestaio Giacomo Matteo Pisanu. L’interior designer e content creator Nicoletta Carbotti accompagnerà il pubblico alla scoperta degli strumenti del progetto d’interni attraverso esperienze pratiche dedicate alla costruzione di palette cromatiche, concept e rilievo degli spazi. Con Magazzini Tessili, ci si potrà cimentare nella realizzazione di cuscini d’arredo e pochette. Ci saranno appuntamenti dedicati al colore e alla decorazione d’interni, esperienze orientate alla sostenibilità come PÖI stampa!, che insegna a dare nuova vita ai tessili attraverso la tecnica del block printing, e attività che uniscono design e benessere, tra cui Fenomenologia del profumo, il percorso multisensoriale firmato Tonatto, che è anche tra gli espositori del Creative District.

Cultural District: conversazioni sull’abitare contemporaneo
Un programma di appuntamenti pratici e divulgativi dedicati alla progettazione della casa, al colore, alla ristrutturazione consapevole, agli affitti brevi e all’organizzazione degli spazi domestici. Tra questi, l’intervento dell’interior e product designer Sara Togni, che offrirà suggerimenti per rendere gli ambienti più funzionali, ordinati e aderenti alle esigenze della vita quotidiana. “Abitare il patrimonio”, organizzato da AIPI (Associazione Italiana Professionisti Interior Designers), con la partecipazione di Andrea Farinetti di Fontanafredda, offrirà una riflessione sul recupero e la trasformazione degli edifici storici. “Abitare il benessere” e “Il colore, strumento di intervento psicoemotivo” esplorano il legame tra progettazione, salute ed emozioni.
In collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Torino, alcuni appuntamenti sono validi per il rilascio di due crediti formativi professionali: “AI Interior Lab”, “Ogni centimetro conta”, “Prevenzione incendi: la sicurezza nel quotidiano” e “Sicurezza in cantiere”. È inoltre previsto il rilascio di un credito formativo per l’incontro “Abitare il benessere”, organizzato da Wellness Design.

SOS Interior: progettare la casa con gli esperti
L’occasione per chi desidera migliorare la propria casa e orientarsi tra le tante possibilità offerte dal mondo della progettazione d’interni. Per tutta la durata della manifestazione, interior designer e professionisti del settore saranno a disposizione per incontri gratuiti one-to-one, condividendo idee, suggerimenti e soluzioni per interpretare al meglio gli spazi domestici. SOS Interior è lo spazio per confrontarsi con competenze diverse e individuare i professionisti cui affidare i propri progetti, dalla ristrutturazione completa al restyling di un ambiente, dalla scelta di colori e materiali alla definizione dell’arredo.

Design da osservare, esperienze da vivere
Il percorso del salone è arricchito dalla mostra “Turandot. Il mondo è pieno di pazzi innamorati”, firmata da Gumdesign e realizzata nell’anno del centenario dell’opera pucciniana: un’esposizione che mette in dialogo materiali, artigianato e design attraverso otto collezioni dedicate a marmo, legno, sughero, rattan, cartone, cuoio e scagliola, invitando il pubblico a riflettere sul valore culturale e poetico degli oggetti che abitano gli spazi quotidiani. A chiudere il weekend sarà 10AM Morning Club, una delle novità più originali di questa prima edizione: domenica 11 ottobre, dalle 10.00 alle 12.30, l’Oval Lingotto Fiere si trasformerà in un luogo di incontro e convivialità dove, tra musica, caffè e DJ set, visitatori, professionisti e appassionati potranno condividere idee, ispirazioni e relazioni in un’atmosfera informale, vivendo la fiera in una modalità nuova e contemporanea.

Piccoli designer crescono
Anche i più piccoli hanno un’idea di casa, e a Casàlia trovano lo spazio per immaginarla e costruirla. Nel weekend potranno partecipare a “La Cameretta dei Sogni: progetta in 3D con i LEGO!”, un laboratorio creativo che li cala nel ruolo di designer per un giorno. Partendo dalla struttura di una cameretta, daranno forma al loro ambiente ideale arredandolo e decorandolo con mattoncini colorati, sperimentando il valore dello spazio, dei colori e della creatività. Al termine porteranno con sé una fotografia ricordo in stile Polaroid della propria creazione. Durante i pomeriggi di giovedì e venerdì sarà invece disponibile un’area gioco libera con animazione, per bambini e famiglie.

Comunicato stampa

L’emorragia invisibile: perché una sola settimana di caro-bollette ci prosciuga due volte

Quando si parla di energia, fissare il totale in bolletta o il prezzo al distributore è l’errore più comune. Quel numero è solo la punta dell’iceberg: sotto la superficie si nasconde una fitta rete di costi indiretti, asimmetrie di mercato e distorsioni strutturali che prosciugano le risorse del Paese ancora prima che il contatore inizi a girare.

Non occorre attendere i bilanci annuali per toccare con mano la gravità del fenomeno. È sufficiente isolare una sola settimana: sette giorni di impennata dei prezzi del gas sul PSV o di forte volatilità del PUN elettrico. In questo ristretto arco temporale si consuma un’emorragia silenziosa ma devastante per famiglie, PMI e conti pubblici.

L’effetto domino: il cibo viaggia a caro prezzo
L’energia non si limita ad accendere le lampadine o ad alimentare le linee di produzione: è un componente invisibile presente in qualsiasi bene di consumo. Una fiammata dei prezzi ingrosso si scarica all’istante lungo l’intera catena del valore, picchiando duro sul carrello della spesa.
• Industria energivora al bivio: Per settori chiave come ceramica, acciaio, carta e vetro, una settimana con quotazioni sopra la media impone una scelta drastica: produrre in perdita o spegnere i macchinari.
• Trasporti e catena del freddo: Ogni chilometro percorso dalle merci e la conservazione degli alimenti incorporano i rincari dei carburanti e dell’elettricità.
• La trappola del “trascinamento”: La materia prima sale oggi, ma i prezzi al dettaglio aumentano nei giorni successivi e rimangono artificialmente alti anche quando le quotazioni all’ingrosso rientrano nei ranghi.

L’illusione del mercato libero e il paradosso dell’Erario
Mentre l’attenzione pubblica viene distratta da promozioni, cambi di gestore o sconti temporanei, la spina dorsale della bolletta resta rigida e inamovibile. Oneri di sistema, spese di trasporto e gestione del contatore pesano come macigni, azzerando qualsiasi reale margine di risparmio per il cittadino.
In questo scenario emerge un convitato di pietra che, nel breve termine, trae vantaggio dai rincari: lo Stato.
Poiché l’IVA si applica in percentuale sul totale della fattura, all’aumentare del costo della materia prima corrisponde un incasso automatico per le casse pubbliche. Si crea così un feroce paradosso: mentre il tessuto produttivo affanna e le famiglie tirano la cinghia, l’Erario registra un extra-gettito da tasse e accise. E mentre si dibatte di tetti al prezzo e speculazioni finanziarie, la liquidità delle imprese continua a bruciare nel silenzio della quotidianità.

Il conto finale: la sensazione di pagare sempre due volte
Sommando i costi diretti in bolletta, i rincari invisibili sugli alimentari, la perdita di competitività del manifatturiero e l’indebitamento d’emergenza delle imprese, il conto di appena sette giorni di caro-energia non si calcola in spiccioli. Si traduce in decimi di punto di PIL persi, investimenti congelati e una transizione ecologica che rischia di essere percepita come una tassa punitiva anziché come un’opportunità.
Senza interventi radicali sulla formazione del prezzo dell’elettricità — a partire dal disaccoppiamento strutturale tra gas e fonti rinnovabili — e senza un taglio al peso della fiscalità, la beffa rimarrà la stessa: continuare a pagare l’energia due volte, una al contatore e una alla cassa del supermercato.