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Bollette luce e gas: nuove regole Arera per reclami e assistenza

Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore le nuove regole dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) sui servizi di assistenza dei fornitori di luce e gas. Obiettivo: rafforzare la tutela dei consumatori, garantendo tempi certi per la gestione dei reclami, la correzione delle bollette errate e la risoluzione dei casi di doppia fatturazione.
Una piccola rivoluzione per milioni di utenti domestici e microimprese, spesso alle prese con disservizi, errori di fatturazione e difficoltà nel dialogo con i call center. Le nuove disposizioni, contenute nel Testo integrato della qualità dei servizi di vendita di energia elettrica e gas naturale (TIQV), impongono standard più elevati e sanzioni automatiche in caso di inadempienza.

Le novità principali
– Reclami scritti: i fornitori dovranno rispondere entro 30 giorni solari dalla ricezione. In caso contrario, scatterà un indennizzo automatico per il cliente.
– Bolletta errata: se il cliente segnala un errore, il venditore ha 60 giorni di tempo per correggerlo.
– Doppia fatturazione: in caso di bollette duplicate, la risoluzione dovrà avvenire entro 15 giorni.
– Ambito di applicazione: le regole si applicano alla quasi totalità dei clienti domestici e alle piccole attività. Per l’elettricità, si tratta delle forniture in bassa tensione; per il gas, dei clienti con consumi fino a 200.000 Smc annui.

Indennizzi automatici e trasparenza
Una delle innovazioni più significative riguarda l’introduzione di indennizzi automatici in caso di mancato rispetto dei tempi previsti. Non sarà più necessario presentare un’ulteriore richiesta: il rimborso dovrà essere accreditato direttamente in bolletta. Inoltre, i fornitori saranno obbligati a comunicare in modo chiaro e tracciabile ogni modifica contrattuale, anche per i contratti sottoscritti a distanza.

Più diritti per i consumatori
Le nuove regole rafforzano anche il diritto all’informazione e al ripensamento. Il cliente potrà scegliere il supporto (cartaceo o digitale) su cui ricevere le comunicazioni contrattuali e avrà 14 giorni di tempo per recedere da un contratto firmato a distanza, senza penali. In caso di attivazioni non richieste, sarà possibile ottenere l’annullamento e il ripristino delle condizioni precedenti.

Un passo avanti, ma non basta
Le associazioni dei consumatori, pur accogliendo positivamente la riforma, chiedono ulteriori interventi. “È un passo nella giusta direzione – commenta Consumerismo No Profit – ma servono controlli più stringenti e sanzioni più severe per i fornitori recidivi. Troppi utenti restano ancora intrappolati in labirinti burocratici”.

Un mercato in evoluzione
Le nuove regole arrivano in un momento cruciale per il mercato dell’energia, con la fine del servizio di maggior tutela prevista per gennaio 2027. In questo contesto, garantire trasparenza, assistenza efficiente e tutela dei diritti diventa essenziale per evitare abusi e disorientamento tra i consumatori.

Intelligenza Artificiale in edilizia: un mercato in espansione tra innovazione e sicurezza

L’Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore edilizio, con una crescita esponenziale degli investimenti e un impatto sempre più tangibile sulla progettazione, costruzione e manutenzione delle opere. Tra il 2023 e il 2024, la spesa globale per l’IA nelle costruzioni è aumentata del 30%, e le previsioni indicano che entro il 2028 il mercato raggiungerà i 5,35 miliardi di dollari.
Questa evoluzione è guidata da tecnologie avanzate che migliorano l’efficienza, riducono i costi e aumentano la sicurezza nei cantieri. Dalla manutenzione predittiva alla gestione del rischio, l’IA sta diventando un alleato indispensabile per le imprese edili.

Il boom dell’IA nelle costruzioni: dati e prospettive
Secondo una ricerca di Bluebeam, il 74% dei professionisti nel mondo utilizza già l’IA nella progettazione e pianificazione edilizia. Tra le aziende che hanno integrato questa tecnologia, il 70% investe fino a un quarto del proprio budget in soluzioni basate sull’IA, e l’ 84% prevede di aumentare le risorse dedicate nei prossimi cinque anni.
L’adozione dell’IA è particolarmente forte in Asia-Pacifico e Nord America, ma anche in Europa e Italia si registrano progressi significativi. In Italia, diverse start-up stanno sviluppando tecnologie innovative per il settore edilizio, contribuendo alla digitalizzazione e all’ottimizzazione dei processi.

Applicazioni dell’IA nel settore edilizio
L’Intelligenza Artificiale trova applicazione in tutte le fasi del ciclo di vita di un’opera, migliorando la qualità e la gestione delle risorse.
– 1) Progettazione intelligente – L’IA ottimizza i processi progettuali, suggerendo design innovativi e individuando criticità strutturali prima della costruzione. Questo permette di ridurre tempi e costi, migliorando la precisione e la sicurezza delle opere.
– 2) Automazione e monitoraggio dei cantieri – Durante la costruzione, l’IA monitora in tempo reale l’avanzamento dei lavori, identifica inefficienze e supporta l’uso di macchinari automatizzati per aumentare la produttività.
– 3) Manutenzione predittiva e gestione del rischio – Grazie a sensori intelligenti e telecamere, l’IA analizza i dati per individuare segnali di degrado, prevenendo guasti e danni strutturali. Questo approccio riduce i costi di manutenzione e aumenta la sicurezza degli edifici.

Le tecnologie chiave dell’IA in edilizia
L’Intelligenza Artificiale si basa su diverse tecnologie avanzate, ognuna con applicazioni specifiche nel settore edilizio.
– Machine Learning – Analizza dati complessi per prevedere il comportamento delle strutture e ottimizzare i progetti.
– Deep Learning – Identifica crepe e anomalie nelle infrastrutture attraverso l’analisi delle immagini.
– Reti neurali – Simulano il funzionamento del cervello umano per ottimizzare il design strutturale e prevedere i carichi.
Queste tecnologie stanno trasformando il modo in cui vengono progettati, costruiti e gestiti gli edifici, rendendo il settore più efficiente e sicuro.

Conclusione: il futuro dell’edilizia è digitale
L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il settore edilizio, offrendo soluzioni innovative per migliorare la produttività, ridurre i costi e garantire maggiore sicurezza nei cantieri.
Nei prossimi anni, la sfida sarà standardizzare i dati e favorire la condivisione delle informazioni, per creare un patrimonio edilizio intelligente e sostenibile.
L’IA non è più solo una promessa: è già una realtà che sta trasformando il mondo delle costruzioni.

Multe per camini e stufe: le Regioni più severe

L’inquinamento atmosferico è un problema sempre più grave in Italia, soprattutto nelle regioni del Nord. Per questo motivo, le autorità locali hanno introdotto norme severe per limitare l’uso di camini e stufe a legna e pellet, considerati tra i principali responsabili delle emissioni di polveri sottili.

Le Regioni più Severe: ecco cosa devi sapere
Se stai pensando di utilizzare un camino o una stufa a legna o pellet, è importante sapere che alcune regioni italiane hanno introdotto norme molto severe per limitare l’inquinamento atmosferico. Ecco le regioni più severe:
– Lombardia: se vivi in Lombardia, devi sapere che è vietato utilizzare impianti a biomassa con meno di 4 stelle. Se non ti adegui, rischi una multa fino a 5.000 euro!
– Piemonte: in Piemonte, è vietato installare generatori di calore a biomassa con potenza inferiore a 35 kW e classificazione inferiore a 3 stelle. Quindi, se stai pensando di installare un nuovo impianto, assicurati che sia conforme alle norme!
– Veneto: anche in Veneto, le norme sono severe. È vietato utilizzare stufe e camini a legna di classe 1 e 2, con multe fino a 5.000 euro per chi non si adegua.
– Emilia Romagna: se vivi in Emilia Romagna, devi sapere che è vietato utilizzare stufe e camini classificati con una o due stelle nei comuni al di sotto di 300 metri di altitudine.
Quindi, se vuoi evitare di ricevere una multa salata, assicurati di utilizzare un impianto conforme alle norme regionali.

Le sanzioni
Le multe per chi utilizza impianti non conformi variano da 100 a 5.000 euro, a seconda della gravità dell’infrazione e del livello di inquinamento dell’aria.

Come evitare le sanzioni
Per evitare le sanzioni, è importante:
– Verificare la classificazione dell’impianto e assicurarsi che sia conforme alle norme regionali.
– Utilizzare solo legna certificata e ben stagionata.
– Effettuare regolarmente la manutenzione e la pulizia dell’impianto.

I controlli
I controlli possono essere effettuati dalla Polizia locale e dagli enti a tutela dell’ambiente, come l’ARPA.

Case popolari, la Consulta stoppa la legge toscana: “La residenza non può pesare più del bisogno”

Un principio cardine torna al centro del dibattito sull’edilizia popolare: il diritto alla casa non può essere subordinato alla “storicità” di presenza sul territorio. Con una sentenza destinata a fare scuola, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo della legge regionale toscana che assegnava punteggi crescenti nelle graduatorie ERP in base agli anni di residenza o di attività lavorativa in Toscana.

La Consulta non contesta la possibilità di considerare il radicamento territoriale come elemento di valutazione, ma boccia con decisione il peso sproporzionato che la normativa toscana attribuiva a questo criterio. Un meccanismo che, secondo i giudici, finiva per oscurare il vero fulcro dell’edilizia residenziale pubblica: la condizione di bisogno.

Il nodo centrale: la residenza come “scorciatoia” per scalare la graduatoria

Nella motivazione, la Corte sottolinea come la legge regionale non introducesse la residenza come requisito di accesso — scelta già di per sé delicata — ma la utilizzasse come fattore premiale, capace di far avanzare in graduatoria chi viveva da più tempo sul territorio. Un sistema che, di fatto, premiava la permanenza più della fragilità sociale.

Per i giudici costituzionali, attribuire punteggi scollegati dall’effettivo stato di bisogno è “irragionevole” e rischia di tradire la finalità stessa del servizio pubblico: garantire un’abitazione dignitosa a chi non ha mezzi sufficienti. Il rischio, evidenziano, è quello di creare disparità ingiustificate tra persone che vivono situazioni di vulnerabilità simili, ma con storie di residenza diverse.

Il diritto alla casa come diritto sociale fondamentale

La sentenza ribadisce un principio più volte richiamato dalla giurisprudenza costituzionale: l’abitazione non è un bene accessorio, ma un diritto sociale essenziale, condizione minima per una vita dignitosa. Per questo, ogni criterio di selezione deve mantenere al centro la valutazione del bisogno, senza deviazioni che possano favorire alcuni gruppi in modo arbitrario.

Quando il radicamento può contare davvero

La Corte, tuttavia, non chiude la porta a ogni forma di considerazione del radicamento territoriale. Esistono modalità più coerenti e non discriminatorie per tenerne conto. La stessa legge toscana, ricordano i giudici, prevede un punteggio progressivo legato all’anzianità di permanenza in graduatoria: un indicatore che non premia la residenza in sé, ma fotografa l’aggravarsi della sofferenza sociale di chi attende da anni un alloggio.

Un modo, questo sì, ragionevole e rispettoso della finalità dell’ERP: riconoscere la stabilità sul territorio non come privilegio, ma come testimonianza di un bisogno che si protrae e si intensifica.

Dopo le feste scatta l’allarme sicurezza: gli italiani investono sempre di più nella protezione della casa

Il rientro dalle vacanze di Natale coincide, ogni anno, con un’impennata di richieste legate alla sicurezza domestica. Case rimaste vuote per giorni, quartieri meno presidiati e la sensazione diffusa di vulnerabilità spingono molte famiglie a correre ai ripari. È quanto emerge dai dati di Pgcasa.it, la piattaforma specializzata nella richiesta di preventivi per servizi dedicati alla casa, che registra un aumento significativo delle domande tra gennaio e marzo, il periodo più “caldo” per chi decide di investire in sistemi di protezione.

L’analisi, condotta sui primi tre trimestri del 2025 e confrontata con lo stesso periodo del 2024, mostra un comportamento ormai ricorrente: dopo le festività – non solo quelle natalizie, ma anche Pasqua e le ferie estive – cresce la percezione del rischio e, di conseguenza, la volontà di rafforzare la sicurezza della propria abitazione. È una dinamica reattiva, che si attiva soprattutto dopo un’assenza prolungata o dopo aver vissuto, direttamente o indirettamente, un episodio di furto.

A livello nazionale, l’interesse riguarda un ampio ventaglio di soluzioni: dagli impianti di videosorveglianza ai sistemi di allarme, dalle serrature ad alta sicurezza alle porte blindate, fino alle recinzioni esterne. La tecnologia gioca un ruolo sempre più centrale, e lo si vede chiaramente osservando le differenze regionali. In Emilia-Romagna, ad esempio, le richieste di videosorveglianza crescono del 175%, segnando il balzo più significativo del Paese. In Liguria raddoppiano le installazioni di allarmi, mentre in Veneto aumenta l’attenzione verso la sicurezza passiva, con un forte incremento delle richieste di porte blindate. Nel Sud, in particolare in Sicilia e Campania, la videosorveglianza resta la soluzione preferita, mentre nel Lazio cresce la domanda di vigilanza privata, segnale di una ricerca di protezione immediata e professionale.

Questo quadro si inserisce in un contesto nazionale che conferma la vulnerabilità delle abitazioni italiane. Secondo l’ultimo report ISTAT sui reati contro la proprietà, i ladri entrano soprattutto forzando porte e finestre: nel 28,6% dei casi la porta viene scassinata, mentre nel 16,8% l’accesso avviene da finestre rotte o divelte. I furti si concentrano nelle ore serali e notturne, quando la casa è più esposta, e risultano più frequenti nelle zone percepite come meno sicure o nelle abitazioni isolate.

Accanto alla crescita dei preventivi, aumenta anche la ricerca di informazioni. Subito dopo le festività, gli articoli di Pgcasa.it dedicati alla sicurezza registrano un’impennata di letture: gli utenti vogliono capire come avvengono le intrusioni, quali rischi comportano i dispositivi smart e quali incentivi fiscali possono agevolare gli interventi, come il Bonus Sicurezza 2025. È un segnale di maggiore consapevolezza: si passa da una logica puramente reattiva a una pianificazione più strutturata, resa possibile da tecnologie più accessibili e da una maggiore disponibilità di informazioni.

A confermare questa evoluzione è anche Roberto Pierri, Chief Directories, Online Channel & Telesales Officer di Italiaonline, che sottolinea come le festività rappresentino un momento di svolta nella percezione della sicurezza domestica. Dopo Natale, spiega, non cresce solo la richiesta di preventivi, ma anche il bisogno di informarsi e confrontare soluzioni diverse. Sempre più utenti cercano un sistema di protezione costruito sulle reali esigenze della propria casa, e la piattaforma si conferma un punto di riferimento per orientare le scelte.

Comunicato stampa

Parte il Daikin Tour 2026: 41 tappe in tutta Italia per formare progettisti e installatori sulle novità di settore e presentare la gamma residenziale e commerciale Daikin

Il 27 gennaio prende ufficialmente il via il Daikin Tour 2026, l’evento itinerante dedicato a progettisti e installatori promosso da Daikin, multinazionale giapponese leader mondiale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria, che vanta il più ampio portafoglio di prodotti per applicazioni residenziali e commerciali. Questa nuova edizione del Daikin Tour conferma l’impegno dell’azienda nel presentare le ultime novità di prodotto e nel supportare i professionisti del settore HVAC attraverso formazione, aggiornamento tecnico e confronto diretto.

Il Tour sarà articolato in 41 tappe distribuite su tutta Italia, con partenza da Prato e arrivo a Pescara il 28 maggio. Un percorso di circa cinque mesi che attraverserà le principali città italiane, prevedendo in ogni tappa un evento formativo rivolto ai progettisti – ingegneri, architetti, geometri e periti industriali – valido come aggiornamento professionale con il riconoscimento di crediti formativi, affiancato da un momento di incontro e approfondimento dedicato agli installatori.

Il tema centrale dell’edizione 2026 sarà l’analisi delle principali misure di incentivazione per l’efficienza energetica, con un focus specifico su Conto Termico 3.0 ed Ecobonus, un mix di incentivi e soluzioni impiantistiche per una progettazione sostenibile. Si parlerà inoltre delle principali soluzioni tecnologiche Daikin: come Hybrizone, il sistema che integra climatizzatori Daikin e radiatori ottimizzando consumi ed emissioni; o il nuovo multisplit che combina climatizzazione aria-aria e riscaldamento idronico oltre alla produzione di acqua calda sanitaria; anche la gamma commerciale sarà protagonista, con Daikin VRV CO2, o la gamma Small Inverter Chiller caratterizzata dall’impiego di diversi refrigeranti. Ma le novità non si limiteranno ai prodotti, verranno illustrate anche le numerose iniziative Daikin, e molto altro.

“Organizzeremo circa 40 eventi in tutta Italia per un momento di incontro con tecnici e installatori, sarà l’occasione per presentare le novità Daikin, ma anche per condividere idee e aggiornamenti sulle più recenti tecnologie e novità normative di settore – commenta Hiroshi Shimada, CEO e Presidente di Daikin -. Il ritmo del cambiamento è sempre più rapido e la comunicazione diretta assume un ruolo fondamentale. Lo scorso anno abbiamo coinvolto circa 10.000 persone, tra installatori e progettisti, confermando il forte bisogno di aggiornamento e l’apporto valoriale di questi incontri. Il nostro obiettivo è continuare a crescere anche nel 2026 e a rafforzare questo dialogo, portando la nostra visione del futuro del settore direttamente sul territorio.”

La partecipazione al Daikin Tour 2026 è gratuita e rappresenta un’opportunità di aggiornamento tecnico, confronto professionale e approfondimento sulle soluzioni più avanzate per la transizione energetica degli edifici.

Per maggiori informazioni e per accreditarsi agli eventi sarà possibile consultare i canali ufficiali Daikin dedicati al Tour 2026.

Per maggiori informazioni e per accreditarsi agli eventi è possibile visitare i link seguenti:
Progettisti: http://www.daikin-eventi.it/tour-2026
Installatori: https://www.daikin-eventi.it/tour-2026-installatori

Daikin
Daikin Industries, Ltd. è la multinazionale giapponese leader mondiale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria per applicazioni residenziali, commerciali, alberghieri e industriali. Fondata nel 1924. Daikin vanta una posizione di leadership sul mercato grazie al costante impegno dell’azienda nel perseguire obiettivi di innovazione, attraverso lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per ciò che attiene sostenibilità, efficienza energetica e riduzione delle emissioni di CO2. Con uno sguardo sempre rivolto al futuro e allo scenario globale, Daikin è una realtà dinamica in grado di anticipare le esigenze dei consumatori e i trend in materia di design ed estetica. Fondata nel 2002, Daikin Air Conditioning Italy S.p.A. conta oggi tre sedi operative distribuite sul territorio nazionale dove conta circa 300 dipendenti. La sede principale, in Via Ripamonti a Milano, ospita tutte le funzioni direzionali, mentre a Genova si trova il Dipartimento Tecnico e di Formazione e a Roma la sede dedicata al supporto delle attività nel centro e sud Italia. Daikin vanta in Italia una presenza industriale, commerciale e di ricerca e sviluppo particolarmente solida, che copre l’intera catena del valore delle soluzioni per il comfort ambientale, la refrigerazione e l’automazione industriale. Il Gruppo opera nel Paese attraverso diverse società specializzate: Daikin Air Conditioning Italy SpA, responsabile della commercializzazione delle soluzioni HVAC per i mercati residenziale e commerciale; Daikin Applied Europe SpA, polo europeo per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di sistemi HVAC di grande capacità; Zanotti SpA, attiva nella ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni per la refrigerazione lungo l’intera catena del freddo; Landi SpA, specializzata nella consulenza, progettazione e realizzazione di impianti elettrici, meccanici e HVAC; Duplomatic MS SpA, focalizzata su soluzioni di controllo del movimento e automazione industriale; e AHT Italy SRL, dedicata alla commercializzazione di sistemi di refrigerazione commerciale.

Canone TV, entro il 31 gennaio la dichiarazione per evitare l’addebito in bolletta nel 2026

televisione anziani

Il conto alla rovescia è iniziato: i contribuenti che non detengono un apparecchio televisivo hanno tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione sostitutiva necessaria a ottenere l’esonero dal canone tv per l’intero 2026.

La regola è chiara: chi è intestatario di un’utenza elettrica residenziale e non ha alcun televisore in casa — né proprio né di un componente della famiglia anagrafica — deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate per evitare l’addebito automatico in bolletta. Dal 1° febbraio al 30 giugno sarà comunque possibile presentare la stessa dichiarazione, ma l’esonero varrà soltanto per il secondo semestre dell’anno.

La procedura può essere completata online, attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia, tramite un intermediario abilitato, con posta elettronica certificata oppure inviando una raccomandata senza busta all’Ufficio Canone TV della Direzione Provinciale I di Torino.

Nel modello, il contribuente deve compilare il quadro A, dichiarando sotto la propria responsabilità — ai sensi del Dpr 445/2000 — l’assenza di televisori in tutte le abitazioni collegate alle sue utenze elettriche. Anche gli eredi possono presentare la dichiarazione per utenze ancora intestate a persone decedute.

La scadenza non è una tantum: l’esonero va richiesto ogni anno. Le tempistiche determinano la validità della dichiarazione. Chi invia il modulo tra il 1° luglio e il 31 gennaio ottiene l’esonero per l’intero anno successivo; chi lo presenta tra il 1° febbraio e il 30 giugno evita il pagamento solo per il secondo semestre.

Una regola che vale anche per chi attiva una nuova utenza elettrica: in questo caso la dichiarazione deve essere trasmessa entro la fine del mese successivo all’attivazione per evitare l’addebito fin da subito.

Esiste poi un’altra casistica frequente: quella dei contribuenti che hanno un’utenza elettrica residenziale ma appartengono a una famiglia anagrafica in cui il canone è già pagato da un altro componente. Anche in questo caso è necessario comunicarlo all’Agenzia, compilando il quadro B del modello e indicando il codice fiscale del soggetto che versa il tributo e la data da cui decorre l’appartenenza alla stessa famiglia. La data è determinante: se coincide con il 1° gennaio dell’anno di presentazione, il canone non è dovuto per l’intero anno; se è successiva, cambiano gli effetti sul primo e sul secondo semestre.

Le condizioni dichiarate, naturalmente, possono mutare. L’acquisto di un televisore o la cessazione dello stato di famiglia precedentemente comunicato devono essere segnalati tempestivamente compilando il quadro C. In questi casi, il canone torna ad essere addebitato a partire dal mese di presentazione della nuova dichiarazione.

Per orientarsi tra moduli, scadenze e casi particolari, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una sezione dedicata al canone tv con risposte ai quesiti più frequenti. Ma una cosa è certa: chi intende evitare l’addebito per il 2026 deve agire ora, prima che il calendario chiuda la finestra utile.

Il Milleproroghe sposta l’obbligo della copertura assicurativa per gli eventi catastrofali

Il termine per mettersi in regola ed evitare che la mancata stipula della polizza contro gli eventi catastrofali comporti l’esclusione dall’accesso a contributi pubblici, previsto per il primo gennaio del 2026, è ora rimandato al 31 marzo 2026.
Lo ha stabilito dal decreto-legge “Milleproroghe”, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 11 dicembre.
La Legge di Bilancio 2024 aveva introdotto l’obbligo di stipulare le polizze catastrofali, cioè polizze assicurative che coprano i danni causati alle imprese dalle calamità naturali, per non gravare eccessivamente sullo Stato che, in presenza di alluvioni, inondazioni, esondazioni, sismi e frane, è chiamato a stanziare fondi per ripristinare la funzionalità delle imprese e degli stabilimenti produttivi.
Inizialmente, l’obbligo di dotarsi delle polizze catastrofali sarebbe dovuto entrare in vigore il 31 marzo 2025.
Tuttavia, il regolamento con le indicazioni operative, le modalità attuative e gli schemi di assicurazione (DM 18/2025), pubblicato il 27 febbraio 2025, ha di fatto lasciato alle imprese poco tempo per adeguarsi alle nuove regole.
Il Governo, quindi, per andare incontro alle richieste degli operatori, ha prorogato l’entrata in vigore dell’obbligo con il DL 39/2025.
La legge di conversione del DL 39/2025 ha previsto un avvio a scaglioni: per le grandi imprese un periodo transitorio di 90 giorni rispetto all’obbligo dal 1° aprile 2025 (con tolleranza fino al 30 giugno 2025) e tempi più lunghi per le altre.
Se per le medie imprese l’obbligo è scattato il 1° ottobre, piccole e micro imprese avrebbero dovuto adeguarsi entro il 1° gennaio 2026, prima dell’ultimo rinvio disposto dal decreto.
Si ricorda che la normativa sull’obbligo di polizze catastrofali non è risultata subito chiara.
Lo scorso aprile, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato una serie di Faq per rispondere alle incertezze degli operatori sul decreto legge, ad esempio in merito all’obbligo di stipulare le polizze catastrofali per gli edifici con abusi edilizi.
La legge di conversione del decreto, approvata a fine maggio, ha ripreso alcuni argomenti trattati nelle Faq, dando loro la certezza di una norma.
In materia di abusi edilizi, la legge di conversione ha spiegato che possono essere assicurati gli immobili:
• costruiti o ampliati sulla base di un valido titolo edilizio;
• la cui ultimazione risale a una data in cui il rilascio di un titolo edilizio non era obbligatorio;
• oggetto di sanatoria o per i quali sia in corso un procedimento di sanatoria o di condono.

Il Decreto Sicurezza sul Lavoro è legge

La Camera dei Deputati ha approvato il 18 dicembre 2025 il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 159/2025, noto come “Decreto Sicurezza sul Lavoro”. Il provvedimento, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce un pacchetto di misure pensate per rafforzare la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, con un focus particolare sul settore dell’edilizia e sulle figure tecniche che operano nei cantieri.

Il decreto si muove lungo due direttrici principali: da un lato, incentiva le imprese che investono in sicurezza, premiando i datori di lavoro virtuosi con agevolazioni e accesso preferenziale a bandi pubblici; dall’altro, potenzia l’apparato ispettivo e sanzionatorio, prevedendo controlli più serrati e sanzioni più severe per chi non rispetta le normative. Tra le novità, anche l’introduzione di badge digitali per il tracciamento delle presenze in cantiere, obblighi formativi più stringenti e aggiornamenti sui rischi legati allo stress lavoro-correlato.

L’urgenza di un intervento normativo è confermata dai numeri: secondo i dati Inail, nel 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Ancora più preoccupante è il dato sulle morti: 896 decessi nei primi dieci mesi dell’anno, con un incremento dello 0,7% rispetto al 2024. Le malattie professionali, inoltre, sono cresciute del 10,2%, raggiungendo quota 81.494 casi.

Le reazioni delle associazioni di categoria non si sono fatte attendere. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha definito il 2025 “l’anno delle occasioni perse”, sottolineando come le misure approvate siano un passo avanti, ma non ancora sufficienti a invertire la tendenza. I sindacati, pur apprezzando l’impianto del decreto, chiedono maggiori risorse per gli ispettorati del lavoro e un piano straordinario di assunzioni per garantire controlli efficaci e capillari.

Il Decreto Sicurezza sul Lavoro si inserisce in un contesto complesso, in cui la sicurezza continua a essere una delle grandi emergenze del mondo produttivo italiano. La sua efficacia dipenderà non solo dalla qualità delle norme, ma dalla loro concreta applicazione. Perché la sicurezza non può restare sulla carta: deve diventare cultura diffusa, responsabilità condivisa e priorità politica.

Bonus bollette 2026, Arera aggiorna gli importi

arera logo

L’Arera ha stabilito gli importi dei bonus sociali per il 2026, confermando le agevolazioni destinate alle famiglie con Isee basso e ai nuclei con persone affette da gravi patologie che richiedono apparecchiature elettromedicali. Con il nuovo anno è terminato anche il contributo straordinario introdotto nel 2025 per chi aveva un Isee fino a 25 mila euro.
Per accedere ai bonus restano validi i requisiti: Isee fino a 9.530 euro, oppure fino a 20 mila euro per le famiglie con almeno quattro figli. Il beneficio, una volta riconosciuto, dura 12 mesi.

Bonus elettrico 2026
• 1-2 componenti: 146 euro
• 3-4 componenti: 186,15 euro
• Oltre 4 componenti: 204,40 euro

Bonus gas 2026
Importi variabili per zona climatica, numero di componenti e utilizzo del gas.
Si va da un minimo di 39,16 euro fino a un massimo di 156,45 euro nelle aree più fredde per i nuclei più numerosi.

Bonus per disagio fisico
Tre fasce basate sull’extraconsumo elettrico:
• Fascia minima: 142,35–208,05 euro
• Fascia media: 284,70–335,80 euro
• Fascia massima: 423,40–463,55 euro